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Martedì 06 Dicembre 2016

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Agenti aggrediti da un detenuto

La struttura detentiva del San Domenico di Cassino

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Agenti aggrediti da un detenuto

Cassino

Aggrediti da un detenuto subito dopo un trasferimento a Roma, tre agenti in forze al carcere di Cassino finiscono in ospedale. Un episodio gravissimo, stigmatizzato dal Sappe.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i tre agenti cassinati di polizia penitenziaria della scorta avevano appena trasportato un detenuto dal carcere di Cassino a quello di Roma Rebibbia (sembrerebbe proprio a seguito di problemi disciplinari) quando è scattata improvvisa la violenza. Una rabbia imprevedibile che ha reso necessario il trasferimento in ospedale per i tre rappresentanti dell’ordine, impegnati in un compito molto delicato.

«La situazione resta allarmante nelle nostre carceri. I tre poliziotti sono stati aggrediti dal detenuto all’atto della consegna all’interno degli uffici dell’accettazione detenuti nuovi giunti di Roma Rebibbia - ha dichiarato il Sappe (sindacato autonomo della polizia penitenziaria) - Il detenuto è stato tradotto a Roma per ordine e sicurezza, è italiano ed evidenzia evidenti problemi psichici che nei giorni addietro avevano creato notevoli problemi di gestione, distruggendo anche due celle del reparto Isolamento. Ai tre colleghi feriti va la vicinanza e la solidarietà del Sappe». La notizia arriva dal sindacato più rappresentativo della categoria, per voce del segretario generale Donato Capece e di quello regionale per il Lazio Maurizio Somma.

Proprio Capece e Soma sono tornati a sottolineare che: «Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Va evidenziato anche che l’organico di polizia penitenziaria è sotto di 7.000 unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi».

Il grido d’allarme del Sappe arriva a pochi giorni dall’intervento della Cisl che aveva ribadito: «L’apertura di alcuni padiglioni detentivi a Cassino ha provocato il raddoppio della popolazione detenuta senza alcun aumento dell’organico del personale, con conseguenti aumenti del carico del lavoro e necessari accorpamenti di vari posti di servizio. La comparazione dei dati della Casa Circondariale di Cassino, in rapporto pianta organica prevista/detenuti,evidenzia una realtà peggiore di quella di altri istituti della regione» aveva ribadito Costantino della Fns Cisl Lazio.

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