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Domenica 04 Dicembre 2016

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I profughi ora ripartono. Le polemiche restano

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I profughi ora ripartono. Le polemiche restano

Cassino - Pastena

Profughi due volte. Dapprima la traversata per arrivare in Italia. Poi quel calvario vissuto nella città di Cassino. Sono arrivati venerdì nel primissimo pomeriggio e sono scesi davanti all’ex sede della Polizia stradale, in via Arigni. Ma lì, per l’amministrazione, non c’erano le condizioni igienico-sanitarie per farli restare. Il vicesindaco, Carmelo Palombo, assieme all’assessore Benedetto Leone hanno subito effettuato un sopralluogo mentre erano in corso verifiche anche da parte della polizia scientifica e della Asl. All’esito una sola verità: andava ripristinata la “vivibilità” del luogo prima di qualsiasi ingresso e così è stata firmata l’ordinanza di sgombero. Da quel momento in poi, scarse le informazioni sui quaranta extracomunitari arrivati a Cassino grazie a una cooperativa che ha vinto il bando della prefettura. Hanno dormito in una struttura d’emergenza, lungo via Ausonia, assistiti fino a quando non c’è stata la svolta, solo nel pomeriggio con la migrazione dalla città martire fino a Pastena.

È il sindaco Arturo Gnesi a raccontare l’accaduto: “Sono stato contattato nel pomeriggio e ho saputo che questi 40 profughi stavano cercando un tetto. Pensando ai vari locali che potevo offrire mi è venuto in mente che ne avevo uno. Così abbiamo messo a disposizione una sala conferenza del museo che sta sulle grotte, ci sono spazi e servizi igienici. Non c’è alcuna controindicazione, certo, è una sistemazione provvisoria. Al cibo ci sta pensando la cooperativa”.

Impegno anche da parte della Questura per tutta la giornata di ieri, la polizia ha infatti presidiato ogni spostamento mentre i profughi dormiranno sulle brandine allestite per l’emergenza nell’emergenza.

Lo scontro

E mentre si può tirare un sospiro di sollievo sulle condizioni dei quaranta ragazzi che resteranno lì fino a quando le cooperative non potranno garantire l’agibilità dei luoghi scelti per l’accoglienza, resta il “dato” politico e l’amministrazione chiede collaborazione alla prefettura. Carmelo Palombo è in prima linea: “Mi farò promotore, insieme al sindaco, di un incontro con il prefetto per evitare episodi come quello di venerdì. Non possono affidare la gestione a cooperative senza avere la certezza di dove saranno ospitati. Nei prossimi giorni arriveranno a Cassino un centinaio di profughi. Quello che noi vogliamo fare, visto che esiste un’emergenza, è chiedere un incontro al prefetto per concertare insieme queste situazioni. Non possiamo subire passivamente un processo del genere. L’altra sera, abbiamo fatto l’interesse di quei ragazzi con quell’ordinanza, noi vogliamo essere attori principali”.

Sulla medesima lunghezza d’onda l’assessore ai servizi sociali, Benedetto Leone: “Noi abbiamo accolto l’invito della prefettura a collaborare su questo fronte ma rinnoviamo l’appello a collaborare con noi. So che il prefetto non è tenuto a comunicare alle amministrazione l’arrivo dei profughi ma chiediamo ugualmente una collaborazione per non trovarci nelle situazioni come quella di venerdì alla quale abbiamo dovuto rispondere con atti amministrativi particolarmente duri. Oggi noi non vogliamo questo ma uno spirito assolutamente collaborativo per arrivare a soluzioni condivise, nell’esclusivo interesse dei profughi. Chiediamo anche controlli su chi oggi gestisce l’accoglienza dei profughi”.

La richiesta di un consiglio

E il capogruppo di Forza Italia, Rossella Chiusaroli presenterà una richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla gestione dell’emergenza profughi, alla presenza del prefetto della Provincia di Frosinone, Emilia Zarrilli e del Questore, Filippo Santarelli: “Quanto accaduto nella nostra città - ha detto - è inaccettabile. Non può essere previsto l’arrivo di 40 immigrati, per giunta potenzialmente residenti in una struttura che non avrebbe i requisiti igienico-sanitari e l’amministrazione comunale è all’oscuro di tutto: per giunta costretta a subire e a trovare soluzioni all’emergenza”.

Mancanza di comunicazioni tra enti. Su questo tasto ha battuto più volte la Chiusaroli chiedendo, quanto meno, che al di là dei protocolli le “notizie” venissero rese note. Poi il lato umano: “Abbiamo vissuto ore angoscianti e ci siamo immedesimati in quelle povere persone lasciate sotto il sole in attesa di una soluzione per la loro permanenza a Cassino. Vogliamo collaborare con le istituzioni preposte, ma per far ciò abbiamo anche bisogno di essere coinvolti”.

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