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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Caso Acea, l'acqua resta "bollente"

Il Comune di Cassino

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Caso Acea, l'acqua resta "bollente"

Cassino

L’esercito di consiglieri continua a difendere a spada tratta il proprio sindaco. Di Mascio ha aperto le danze, poi è arrivato Monticchio e ora Evangelista. Tutti animati da un unico spirito: demolire le affermazione di Petrarcone che ha osato chiedere le dimissioni di Carlo Maria, addebitando a lui la responsabilità della cessione definitiva dell’acquedotto.

A far salire il nervosismo è stata anche la recente ricostruzione del caso Acea fatta proprio da Peppino che ha letto la storia a partire dal 1997 fino ai giorni nostri. Lettura “tendenziosa”, hanno gridato ieri i detrattori, che ritagliano proprio addosso a lui ogni colpa. «Tutti coloro che hanno amministrato negli ultimi cinque anni, male, la città, sulla questione Acea - grida il consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Evangelista - non dovrebbero proprio proferire parola. Sono proprio questi personaggi, in primis il consigliere comunale, Giuseppe Golini Petrarcone che hanno consegnato nelle mani del gestore privato gli impianti idrici di Cassino».

Nel mirino anche Danilo Picano che non perde occasione per “postare” veleni sulla giunta targata D’Alessandro. Lui, come Peppino, non può «permettersi di parlare». Evangelista ha una cura estiva da suggerire a entrambi: il silenzio. «Crediamo che lo stare silenzio per alcune persone, in questo periodo, sia un’azione intelligente da compiere». Tuttavia i petrarconiani un peccato capitale lo hanno commesso, quando non si sono costituti in giudizio davanti al Tar. Ma Peppino continua a ripetere: «Non sarebbe cambiato nulla».

Ma Evangelista rintuzza: «Diamo pure per buona questa affermazione, anche se non regge proprio, ma delle domande nascono spontanee: perché l’ex sindaco Petrarcone non si è costituito in giudizio? Una dimenticanza? Un favore ad Acea? Sarebbe opportuno, invece, di criticare le scelte dell’amministrazione D’Alessandro che qualcuno spiegasse ai cittadini perché la precedente amministrazione ha voluto lasciare campo libero alla società romana. È inutile che l’ex sindaco faccia la cronistoria del caso Acea, lo sanno tutti come sono andate le cose e chi ha aperto le porte della città di Cassino al gestore privato, ovvero Petrarcone e i suoi, di cui faceva parte Danilo Picano, che oggi si permette di parlare quando il suo apporto per scongiurare la consegna dell’acquedotto comunale è stato pari a zero, come del resto quello di tutti gli amministratori di centro sinistra. Dunque, come direbbe sempre il buon Totò, ma ci faccia il piacere!». E le nubi si addensano all’orizzonte. Nuovo acquazzone in vista. La partita non è destinata a chiudersi qui.

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