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Elezioni, colpi di scena a non finire: spuntano nuovi voti “fantasma”
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Elezioni, colpi di scena a non finire: spuntano nuovi voti “fantasma”

Cassino

«Svegliata dal suono del citofono ripetuto e prolungato: fuori i rappresentanti delle forze dell’ordine in borghese impegnati a indagare sulle votazioni amministrative del 5 giugno. Risultano voti falsificati, compreso il mio». Si sfoga su Facebook una giovane cassinate che, stando ai verbali depositati alla commissione elettorale, si sarebbe recata alle urne il 5 giugno, ovvero il giorno del primo turno, alla sezione numero 30, quella finita nel mirino della procura per la quale stanno continuando a tappeto gli interrogatori degli inquirenti, anche se al momento nessuno si sbottona sul loro esito.

Ma nel tempo dei social, le notizie viaggiano velocemente, e così la giovane, svegliata dal personale in borghese si è subito sfogata in rete. «Perciò bisogna sempre andare a votare, così non possono falsificare»: uno dei tanti commenti apparsi sotto il suo post. Quindi ecco la risposta e,di fatto, la rivelazione: «Sì, è bene andare. Ma io non ero a Cassino».

Sebbene tutto questo sia oggetto di verifica e approfondimento, il mistero sulle elezioni si infittisce sempre di più: prima il ricorso di Trotta al Tar, poi la scoperta di una doppia candidatura nelle fila della compagine di Tullio Di Zazzo. Poi ancora i votanti che non combaciano con i voti in molte sezioni, quindi i fari accesi sulla sezione 30 dove qualcuno avrebbe votato addirittura dalla Svizzera. E una serie di documenti raccolti dall’ex sindaco Petrarcone, che si è rivolto anche lui al Tar, e il cui ricorso sarà discusso il prossimo 17 novembre.

Parallelamente al binario amministrativo va avanti quello delle indagini della procura con gli interrogatori soprattutto a Sant’Angelo e al Colosseo, dove ieri sono emerse altre novità. Sempre nella giornata di ieri il procuratore di Cassino ha ricevuto il neo sindaco D’Alessandro, sembrerebbe per una visita istituzionale. Ma ad ogni modo, a riprova della delicatezza delle indagini, le bocche sono cucite: nel corso del vertice si sarebbe infatti parlato del verde pubblico adiacente il Tribunale, ma non dei presunti brogli elettorali.

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