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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Accolto il ricorso di Petrarcone: riflettori puntati sulla sezione 30

Giuseppe Golini Petrarcone

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Accolto il ricorso di Petrarcone: riflettori puntati sulla sezione 30

Cassino

Il Tar di Latina accoglie il ricorso presentato dall’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone in merito alle elezioni comunali dello scorso 5 e 19 giugno. E fissa l’udienza. Ieri sera, poco prima delle 19, la sezione di Latina del tribunale amministrativo laziale ha comunicato agli avvocati romani dell’ex primo cittadino che il suo ricorso sarà esaminato il 17novembre, ovvero nella data già stabilita per l’altro ricorso presentato sulle elezioni comunali dal candidato consigliere Trotta.

Lo stesso che chiede di rivedere i verbali per andare a conquistare lo scranno in assise a dispetto della Grieco. Petrarcone, in prima istanza, chiede invece che si torni al voto in tutte le 33 sezioni (viste le anomalie da lui riscontrate in almeno 18). In seconda istanza la richiesta dei suoi avvocati è quella di tornare alle urne almeno nelle 6 sezioni finite anche nel mirino della magistratura.

Il cerchio si stringe: “È la prima volta che il dopo elezioni è addirittura più spassoso del presente elezioni... #cassinoseiunica”: questo il commento sui social che fotografa benissimo la situazione che sta vivendo in questi giorni la città.

Le indagini della Procura, coordinate dal dottor Bulgarini, sulle comunali del 5 e 19 giugno proseguono infatti a tamburo battente. Se il presidente e gli scrutatori della sezione 30, la più “calda” fino a questo momento, sembrano non essere stati ancora ascoltati dagli inquirenti, gli uomini dell’arma starebbero al contrario facendo una serie di interrogatori a tappeto agli elettori.

In particolar modo i riflettori si sono accesi sul popoloso quartiere di Sant’Angelo e sul Colosseo: nelle sezioni di questi due rioni infatti, stando alle prime notizie trapelate, ci sarebbero diverse persone che pur non essendosi mai recate alle urne risultano aver votato sia al primo che al secondo turno: lettori identificati come “persone conosciute” e non con il numero della carta d’identità. Ma loro avrebbero giurato agli uomini dell’arma che ai seggi non si sono mai recati. Qualcosa non torna.

Le indagini proseguono e tra 4 mesi il Tar dirà se ci sono gli estremi per tornare alle urne: “Siamo molto ottimisti sul ricorso presentato - ha aggiunto Petrarcone - anche alla luce di ciò che è emerso dopo il ricorso stesso. E siamo pronti per tornare al voto”.

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