Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 04 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Fotografa la scheda: l’ombra lunga del voto di scambio
0

Votanti fantasma, nuove ombre. Nel mirino i presidenti di seggio

Cassino

Quei famosi votanti “fantasma”, quelli che compaiono negli elenchi come “persone conosciute”ma che mai avrebbero varcato la soglia del seggio, non avevano mai neppure ritirato la tessera elettorale. Lo racconta l’ex sindaco Petrarcone: «In alcuni sezioni ci sono state delle grosse irregolarità e anche dei reati. E sulle presunte responsabilità, sono sicuramente di chi era al seggio e voglio ricordare che i presidenti vengono nominati dalla Corte d’Appello, io ne ho individuati solo cinque, in sostituzione di quelli che avevano rinunciato. Non c’erano molte domande, stavolta, così mi sono limitato a quelli e li ho nominati. Alcuni anche il penultimo giorno.

A commettere eventuali reati sono coloro che hanno fatto votare - se accertato - persone che non si sono presentate al seggio, e c’è chi non ha neppure ritirato la scheda elettorale. Ho parlato con quelli che hanno confermato di non aver votato e, lo rimarco, non avevano neppure ritirato la scheda elettorale. Ecco perché dico che c’è una possibile responsabilità di coloro che erano al seggio, in primis dei presidenti. Tutto questo non c’è nel ricorso perché sono cose di cui sono venuto a conoscenza dopo e che presenteremo come documentazione aggiuntiva. Sto raccogliendo tutto e la sto inviando man mano allo studio legale per portarlo all’attenzione del Tar. La procura, inoltre, sta facendo il suo percorso, attraverso gli organi di polizia giudiziaria e se verrò chiamato come persona informata dei fatti, andrò a dire la mia».

Poi rincara: «Noi pensiamo di essere parte lesa nella vicenda perché sicuramente è stato un risultato alterato e “bugiardo”. Come pure sentirmi accusare per il numero dei rappresentati di lista è superficiale. Che c’entrano? Mica incidono. E sicuramente non sono in grado di accorgersi se sta accadendo qualcosa di poco chiaro».

Ma il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha un giudizio chiaro sulle elezioni: «La magistratura deve fare il suo corso. Se brogli ci sono stati devono essere smascherati e si deve tornare al voto. Non si può parlare di brogli come se li avesse fatti la parte che ha vinto. Allora io dico: io non ho nominato alcun presidente di seggio. Li ha scelti la Corte d’Appello mentre gli scrutatori sono stati indicati per l’80% dalla maggioranza e per il 20% dall’opposizione. Come pure il loro numero di rappresentati di lista era enorme. Comunque, ribadisco, parlare di brogli elettorali additandoci, e associandoli a chi ha vinto le elezioni, è un atto scorretto. O loro parlano di elezioni non trasparenti che riguardano tutti, ma se si vuol associare questo dato a noi, allora non ci sto. Non devono permettersi di farlo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400