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Baby George torna a casa. L'appello: "Ora non lasciamo sola la famiglia"
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Baby George torna a casa. L'appello: "Ora non lasciamo sola la famiglia"

Cassino

Dopo la paura e l’ansia accumulata nei giorni successivi la caduta e il ricovero al Bambin Gesù di Roma finalmente una buona notizia: il piccolo George ha fatto ritorno a casa. Quella casa dalla quale mancava dal giorno 4 luglio quando, in un torrido pomeriggio di inizio estate, è caduto giù dalla finestra facendo un volo di oltre 4 metri. Il piccolo di tre anni era precipitato dalla finestra della sua abitazione in via Lombroso, alle spalle del centro, sotto gli occhi di un vicino di casa sceso a prendere una boccata d’aria nel giardinetto in comune tra le due palazzine Ater che si guardano a un passo da Corso della Repubblica.

Un fatto che sconvolse tutta la comunità cassinate che si mise subito in moto per aiutare, attraverso diverse manifestazioni di solidarietà, la famiglia del piccolo. Un grande spirito comunitario che ha permesso di sostenere i genitori di George in questi momenti difficili, ma del quale c’è ancora tanto bisogno. Infatti serve una casa e un lavoro per i suoi genitori.

«Un ringraziamento a tutti voi che avete fatto sentire forte la vostra vicinanza e solidarietà - si legge dalla pagina Facebook creata con l’intento di stare al fianco del piccolo George e sostenere la sua famiglia - Da ora la raccolta delle offerte è chiusa, questo per poter permetterci di recuperare dai vari punti il tutto e farlo avere direttamente alla famiglia. Chi vuole continuare a donare vestiti o giocattoli può comunque scrivere un messaggio in privato. Dopo una lunga battaglia il piccolo George è tornato a casa. La sua voglia di vivere è stata più forte di tutto, anche delle condizioni in cui è costretto a vivere da prima dell’incidente. Ora, non lasciamo comunque solo George e la sua famiglia. Serve una casa e un lavoro. Il padre di George ha svolto mansioni di meccanico, operaio specializzato e conosce diverse lingue. Per il piccolo George ci siamo riscoperti comunità. Ora che è tornato a casa, l’impegno è quello di migliorare la condizione sua e della sua famiglia per emanciparli». Per continuare ad alimentare il sorriso del piccolo George si può contattare direttamente la pagina “Aiutiamo baby George”.

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