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Ateneo e Comune: dipendenti pubblici sotto la lente. E scatta l'ira dei sindacati

Cassino

Dipendenti pubblici sotto la lente. Ad accendere i riflettori è la riforma Madia e sul territorio - in particolar modo in Comune e in Ateneo - scoppia la bufera. Il rinnovo dei contratti pubblici è un problema che si trascina ormai da ben sei anni, il Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha rilasciato nel corso di una intervista rilasciata al convegno Cisl  sulla riforma della pubblica amministrazione, parole confortanti per l’annunciata convocazione dei Sindacati, ma nei contenuti ancora bisogna fare dei passi avanti in base alle dichiarazioni annunciate e le poche risorse disponibili.

UNIVERSITA'

Per quel che riguarda l'ateneo è il segretario della Cisl-Università Francesco Cuzzi a scendere in campo. Argomenta il sindacalista: "Tale appuntamento con le parti sociali viene salutato in positivo da parte dei sindacati, nonostante il ritardo enorme, in conseguenza della sentenza del 2015 sia della Corte costituzionale sia del Giudice del lavoro di Roma, che hanno sentenziato  contro l’atteggiamento assenteista  del Governo in materia di rinnovi contrattuali. La perdita di circa  in media di 200 euro mensili per i lavoratori del comparto Università, Ricerca e Afam dovranno essere recuperati dalle parti sociali con una libera scelta dei tavoli contrattuali per il recupero del perduto potere   d'acquisto. È il caso di incrementi retributivi economici per i livelli più bassi, ma anche salvaguardare in maniera equa gli altri livelli economici.

La Federazione Cisl-Università ha da tempo pronta una piattaforma di proposta già condivisa in parte con gli altri sindacati di Università ricerca e Afam costituirà  la base di confronto con la controparte per poter far recuperare il potere d’acquisto e a tutelare e valorizzazione le diverse professionalità esistenti all'interno del comparto già esposto, per permettere di migliorare i servizi  per l'utenza studentesca e per i cittadini. Ci auguriamo il rispetto dei tempi annunciati e l' avvio rapido del tavolo in sede Aran per un  confronto che - conclude il sindacalista - mancando da troppo tempo,  ha privato  i lavoratori dell’ Università della Ricerca e dell'Afam di un diritto sacrosanto quello del contratto Nazionale, un diritto costituzionalmente tutelato.

COMUNE

Ancor più difficile la situazione in Comune anche perchè il neo assessore Benedetto Leone in una recente intervista ha dichiarato: "Chi oggi amministra Cassino entra in comune alle 8 del mattino ed esce alle 20: 12 ore di lavoro di fila, senza sosta. Il tutto per rendere un servizio al cittadino. I lavoratori devono fare altrettanto: devono dare il massimo per gli utenti. Senza se, senza ma, senza eccezione alcuna. Chi non vuole accettare questa sfida - ha osservato l’assessore al personale - può metterlo per iscritto. Abbiamo già detto ad alcune sigle sindacali che chi non se la sente può farlo presente e prontamente il dipendente verrà collocato laddove non potrà più rappresentare un freno, una zavorra per l’intera macchina amministrativa. L’unica cosa che abbiamo chiesto ai lavoratori, ripeto, è rispettare il cittadino e mettersi al suo servizio. Per fare questo bisogna invertire la tendenza".

Apriti cielo. La replica dei sindacati non si è fatta attendere. In un comunicato congiunto Cgil e Uil parlano di "caccia alle streghe" da parte di Leone e vanno all'attacco frontale dell'assessore. Spiegano le sigle: "Oltre agli attacchi del Governo con la legge Madia, a Cassino si aggiunge anche l'assessore al ramo a gettare benzina sul fuoco e a inasprire il clima. Il delgato di D'Alessandro, a meno di un mese dall'insediamento, anzichè iniziare un lavoro condiviso  dice che chi sbaglia deve pagare, alimentando tensioni e con una campagna denigratoria contro i pubblici dipendenti. Cgil e Uil esprimono solidarietà e vicinanza ai lavoratori e ritengono inammissibile questo clima di caccia alle streghe, va invece riconosciuto il giusto merito e la giusta professionalità di dipendenti, funzionari e dirigenti anche se, a tal proposito, registriamo con dispiacere lo spostamento di qualche figura apicale senza alcuna concertazione con i sindacati.

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