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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Manca il cloro nell'acqua: allarme in più comuni

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Manca il cloro nell'acqua: allarme in più comuni

Cassinate

Il problema della mancanza di cloro nell'acqua si sta allargando a macchia d'olio. Dopo l'ordinanza emessa dal sindaco di San'Elia Fiumerapido, Fernando Cuozzo, con la quale vietava l'uso delle acque potabili adesso è emergenza anche in altri comuni del Cassinate.

Anche a Piedimonte San Germano è stata emessa un'ordinanza che vieta di bere l'acqua dai rubinetti. A dirlo è la comunicazione della Asl arrivata dopo i rilievi effettuati dal personale ispettivo del Servizio Igiene Alimentare e Nutrizione (Sian) nelle fontane pubbliche dove è stato rilevato l'assenza di cloro (usato per sterminare gli agenti patogeni). 

"A seguito della comunicazione del dirigente medico Sian, dopo analisi effettuate sulle fontane pubbliche - si legge nella nota del comune di Piedimonte - si è riscontrata la mancanza di clonazione nell’impianto di erogazione delle acquea pubbliche da parte della società Acea Ato 5. Pertanto si invitano tutti i cittadini a non usare l’acqua pubblica come alimento. Tale provvedimento sarà valido fino a quando non sarà ripristinato la clonazione delle acque".

Nella comunicazione dell'Asl sono ripostati anche i Comuni di Pontecorvo (fontana di via XXIV Maggio) e di Castrocielo. Rassicurazioni per i cittadini di Castrocielo dove l'assenza di cloro è stata riscontrata solo nelle fontane pubbliche di piazza Umberto I, della chiesa di Capodacqua e di via Casilina. Il sindaco Filippo Materiale ha chiesto alla Asl se la mancanza di cloro comportasse problemi di approvvigionamento e, quindi, la conseguente emissione di una ordinanza di divieto: "La risposta è stata negativa - ha spiegato Materiale - A questo si aggiunge anche il fatto che l'Acea ha assicurato che la quantità di cloro è normale".

Il Comune con l'emergenza più grande resta Sant'Elia dove "è stato vietato l'approvvigionamento idrico - si legge nella comunicazione Asl - fino a che risulterà un'opportuna clonazione, in quanto nelle settimane precedenti era stata riscontrata la presenza di batteri coliformi a 37 gradi, ovvero causati dalle alte temperature".

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