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Barbone in chiesa, troppe le lamentele dei fedeli: scatta l’esposto
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Barbone in chiesa, troppe le lamentele dei fedeli: scatta l’esposto

Cassino

La vera carità cristiana non è compassione. Non è biasimo fine a se stesso. Si nutre di comprensione e di azione, di concretezza, soprattutto. Per questo, visto l’immobilismo delle istituzioni, visto il perdurare di una situazione a dir poco disdicevole e soprattutto per l’impossibilità di aiutare concretamente il barbone che vive da due mesi nella chiesa di Sant’Antonio, don Benedetto ha rotto gli indugi. E si è recato in Procura per presentare un esposto.

La situazione, già critica dopo gli striptease davanti la chiesa, è divenuta insostenibile. Il clochard di origini polacche, che ha scelto come suo rifugio durante il giorno il penultimo banco della chiesa, lo stesso che resta per il pranzo (ovviamente di fortuna) nella grotta di Lourdes, non ne vuole sapere di essere aiutato. Nè di essere curato, viste le diverse ferite che ha sul corpo. Preferisce vi- vere in chiesa e dormire in piazza Toti. Non vuole sapere di spostarsi nè di lavarsi, ma cosa ancor più grave utilizza le cappelle come bagno.

I fedeli, atterriti da questa situazione, si sono rivolti a don Benedetto. E non sono mancati di recente neppure veri e propri malori di alcune signore che mal hanno sopportato gli olezzi. Per questo don Benedetto ha rotto gli indugi e ha presentato un esposto in Procura affinchè, effettuati i dovuti riscontri, vengano presi provvedimenti. In particolare è stato chiesto all’autorità competente di ravvisare se ci siano estremi per violenza privata o atti contrari alla pubblica decenza. O molestia alle persone e turbamento alle funzioni religiose.

«Le promesse di intervento non servono più a nulla. Bisogna poter offrire al clochard una sistemazione dignitosa, pasti regolari e un letto in cui riposare. Magari in questo modo potrà essere presa in considerazione la possibilità di ospitarlo in una struttura adeguata». Davvero difficile la situazione del sessantenne che vive di elemosine e dorme in strada. Già in passato era stato allontanato da piazza Toti. Ma dopo l’intervento delle forze dell’ordine e persino di un’ambulanza era “scomparso” per poi farvi ritorno qualche giorno più tardi. Sempre lui si era denudato (per bisogni impellenti) prima in centro, poi davanti la chiesa di Sant’Antonio. E si era scatenato il caos.

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