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Scoppia la guerra dei conti. D’Alessandro su tutte le furie
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Scoppia la guerra dei conti. D’Alessandro su tutte le furie

Cassino

I conti? Sono in attivo. E la cifra che fa superare il confine dell’emergenza per approdare nel limbo della serenità contabile è di quasi sei milioni di euro. Parola di ex assessore. Il bilancio ha incassato il sì tra il primo e il secondo turno di ballottaggio, senza polemiche o strafalcioni. E le cifre sono indicate in calce. Ma Carlo Maria, che ha passato una vita ad analizzare i numeri, grida alla «menzogna». E contestala parola “tesoretto” usata dai suoi avversari politici. «Qualcuno mente sapendo di mentire». Ha strillato ieri dalla sua stanza di piazza De Gasperi.

Quando la semantica aiuta

Fa ricorso alla semantica lessicale D’Alessandro per dare una lezione di matematica a Enzo Salera, ex assessore al bilancio: «Il termine tesoretto si usa per indicare delle risorse economiche in più che un Comune si è trovato ad avere nelle casse grazie ad entrate non previste. Di certo questo non è il caso della nostra città. Mi spiego meglio: la somma di cui si è parlato abbondantemente oggi è un’entrata corrente a cui non sono state detratte le spese. Mi riferisco al fatto che dal documento contabile che abbiamo visionato lunedì, mancano,ad esempio, le uscite relative ai lavori di manutenzione effettuati nel periodo della campagna elettorale, ai mutui e agli stipendi e le somme non utilizzabili a causa dei pignoramenti dei conti correnti postali».

Spiega nel dettaglio: 4 milioni di euro relativi agli stipendi senza calcolare la tredicesima mensilità; 2.787.026,66 rate mutui Cassa depositi e prestiti in scadenza oltre ad altre rate da verificare; 526.013,00 quota capitale Boc. «A queste somme deve essere aggiunta la seconda rata del fondo di rotazione pari a 163.140,00 euro. Cifra che dovrà essere erogata ogni sei mesi per i prossimi trenta anni. Questo a testimonianza che la passata gestione non ha risanato niente ma ha spalmato il debito sulle teste dei nostri figli.

Inoltre mancano le anticipazioni di cassa con relativi interessi, pari a un milione e quattrocentomila euro, tutte le somme relative ai lavori svolti durante la campagna elettorale che ancora non sono state quantificate e le locazioni passive del I semestre che, i grandi “prestigiatori”della passata amministrazione, si sono dimenticati di pagare e quelle del II semestre che stanno per arrivare. Voglio, inoltre precisare che a pagina 4 del verbale sottoscritto lunedì il fondo di cassa al21 giugno2016 è pari 51, 32 come comprovato dai Revisori dei Conti! Purtroppo, abbiamo ereditato soltanto tantissime bugie, nell’incontro con Acea e Ato 5, oggi, ne scopriremo anche altre. In ultimo ricordo ai grandi “maghi” del bilancio che la campagna elettorale è terminata e non serve continuare a mentire».

Il galateo politico

Il clima non si rasserena neppure quando si passa dai numeri ad altri argomenti, come quelli del “galateo” politico. Eh sì, perché alla consegna della cassa avvenuta lunedì devono prendere parte il sindaco eletto, il sindaco uscente, il segretario comunale e il collegio dei revisori dei conti. Ma Peppino è arrivato accompagnato dal suo fido Enzo Salera, l’uomo del risanamento. E nessuno, chiaramente, lo ha lasciato fuori dalla porta.

Il duo ha fatto spiccare l’assenza del neo assessore al bilancio, Caterina Di Giorgio accendendo inevitabilmente i riflettori su questo spaccato di vita amministrativa. E allora D’Alessandro si toglie un sassolino con tutta la scarpa: «Soltanto per garbo istituzionale ho lasciato che vi partecipasse anche il passato detentore della delega economica. Per quanto mi riguarda non ho necessità di essere accompagnato».

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