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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Un Pronto soccorso infernaleL'ospedale Santa Scolastica in tilt

Il pronto soccorso del Santa Scolastica di Cassino

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Un Pronto soccorso infernale
L'ospedale Santa Scolastica in tilt

Cassino

Storie di ordinaria follia quelle di domenica al Pronto soccorso del Santa Scolastica. La struttura d’emergenza già gravata da numerosi accessi a fronte di scarsissimo personale medico ed infermieristico, domenica ha dovuto affrontare l’ennesimo caos. Tante le storie dei cittadini che purtroppo hanno dovuto far ricorso alla struttura.

C’è chi arrivato con l’autoambulanza nel primo pomeriggio è rimasto sulla barella nella corsia fino alle 23 senza una visita, un prelievo, come nel caso della signora M. che poi sfinita dall’attesa ha chiesto di poter andar via a casa e il medico le ha chiesto di aspettare ancora. E quando ha chiesto il nome del dottore il personale infermieristico si è rifiutato di dirglielo, spiegandole che lo avrebbe trovato sul verbale di dimissione, un verbale che non le è stato consegnato, al suo posto solo un foglio senza nessuna firma. «Se vuole sapere il nome del medico, faccia richiesta al direttore sanitario» le hanno urlato gli infermieri, contro una donna di 60 anni rimasta in attesa 8 ore su una barella. E poi ancora una ragazza arrivata in mattinata per un malore, che fino alle 22 ha atteso in piedi nel corridoio un risposta dal laboratorio analisi. Una donna anziana arrivata con la bombola dell’ossigeno e la paura di avere un infarto in corso, che dopo essere rimasta con il respiratore su una sedia a rotelle è stata portata via dai familiari indemoniati. Tanti i pazienti arrivati per malori causati dal caldo, bambini in braccio a genitori spaventati. In molti davanti alle criticità hanno deciso di andare via. «Noi andiamo a Formia, ci serve un pò di più per arrivarci ma li ci visitano quasi subito - ha detto un padre con la figlia accasciata in braccio - non è più una situazione accettabile, perchè noi le tasse le paghiamo». Una ragazza ha detto: «Capisco tutte le difficoltà del personale, ma questo atteggiamento non porta a nulla. Gli infermieri rispondono male, a volte fanno finta di non sentire. Basterebbe un sorriso. Anche se razionalmente sappiamo che la colpa non è né dei medici né degli infermieri, dovrebbero essere loro a tranquillizzare pazienti e familiari, basterebbe una parola. Mia madre è in corsia da ore e nessuno mi ha detto nulla». Tanti gli anziani e tanti i codici verdi che vanno ad intasare la fila che si allunga di ora in ora. «Servirebbe un ambulatorio dedicato a queste emergenze» ha ipotizzato un signore che ha accompagnato l’anziana madre. Infatti questo tipo di pazienti a volte hanno bisogno di poco e potrebbero essere rimandati subito a casa senza aspettare per ore che i codici rossi e gialli passino avanti. Basterebbe razionalizzare le risorse ed avere un sorriso in più. Quello non costa niente.

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