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Papa Francesco

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Gallinaro aspetta il Papa. Tante famiglie contattate da Bergoglio

Gallinaro

«Pronto, sono il Papa». Tutti incollati al telefono

L’attesa è negli occhi della gente che resta sull’uscio, anche quando qualcuno suona alla porta, per non perdere l’occasione. Attesa non di conoscere come andrà a finire, dopo la scomunica del Papa ai seguaci del Bambinello. Perché l’intera comunità sa bene quale è la differenza tra Giuseppina e Samuele, quale il peso di entrambi. Ciò che tutta la comunità di Gallinaro, piena di fede, aspetta realmente è la chiamata di papa Francesco. «Quando sentiamo il telefono saltiamo in aria. Magari è proprio Lui. E aspettiamo che possa contattare anche noi» dicono i residenti.

Nel cuore delle famiglie del comune della Valle di Comino sta crescendo la speranza che quella voce che ha contattato alcuni concittadini possa essere proprio quella del Santo Padre. E no- nonostante la giusta presa di distanza e i più che legittimi dubbi sulla autenticità della voce registrata con prontezza da un utente, la voglia di credere che dall’altro capo del telefono ci sia papa Bergoglio si sta facendo strada.

Stando ai racconti dei “fortunati”, sarebbero almeno cinque - ma forse molte di più - le persone contattate direttamente dal Papa tra lunedì e martedì, sempre nel pomeriggio, tra le 16 e le 18. «Francesco chi?» avrebbe chiesto a Sua Santità la signora Volante dalla sua abitazione in zona Casal Volante. Di certo non immaginava che “quel” Francesco le avesse potuto fare una chiamata di cortesia. «Gli ho detto: Francesco chi? Ne conosco tanti! Lui mi ha risposto con la sua voce pacata e solenne: papa Francesco. Poi mi ha domandato se conoscevo i seguaci di Satana. Gli ho detto: assolutamente no! E se continuavamo a pregare per Giuseppina. Certo che sì. Tutti lo fanno. Ogni famiglia le porta un fiore, le dedica un pensiero: ha fatto tanto per noi. Samuele quasi non lo conosciamo. Poi ha chiuso la chiamata con una benedizione. Non lo so se era proprio il Papa. Spero di sì,ne abbiamo bisogno».

Quindi è uscita di casa, ancora incredula, ha bussato alla porta della sua vicina di casa e le ha raccontato tutto. Stessa scena solo qualche casa più a valle: «Ha parlato con mia moglie. C’era anche mia figlia. Ha detto che era papa Francesco, che voleva solo ricordare di avere fede e di non aderire ai seguaci del Bambinello. Non sappiamo se sia vero, se possa essere proprio Lui. Ma la voce ci è sembrata la sua. Poi abbiamo chiesto alla Telecom di poter verificare il chiamante. Ci è stato risposto che era un numero coperto da segretezza. Non sappiamo cosa pensare. Ma non siamo gli unici ad essere stati contattati - ha raccontato Francesco Farina - Diverse le famiglie a cui sarebbe arrivata la chiamata del Papa».

A quella dei genitori dell’ex sindaco, ad un altro signore del centro. C’è qualcuno che avrebbe risposto credendo di parlare con un nipote (omonimo) per poi sentirsi dire: «No, no. Sono papa Francesco».

E benché non si abbia certezza alcuna che sia proprio la voce rassicurante di uno dei pontefici più amati dai fedeli, neppure la Santa Sede è stata in grado di smentirlo. «Se il Papa non effettua comunicazioni ufficiali - hanno spiegato dalla sala stampa vaticana - non è possibile negare nè comprovare l’avvenuta telefonata da parte di Sua Santità in veste privata».

Eccelsa imitazione o reale interessamento di papa Francesco alla comunità di fedeli di Gallinaro, resta il grande fermento che tutto questo ha portato. E non è mancato chi ha fatto ricorso a fini tecno- logie per sovrapporre le onde della voce del Pontefice con quelle registrate da una delle famiglie “prescelte”. Resta, comunque, una questione di fede.

La comunità si ribella e difende la sua fede

«La scomunica è individuale. Non siamo una comunità di infedeli o di eretici». A parlare è la comunità di Gallinaro, la stessa che fino a poco tempo fa era conosciuta nel mondo per la sua forza nella preghiera in nome di Dio, attraverso Giuseppina Norcia.

«Non chiedeva nè voleva nulla, neanche i fiori. Solo preghiere» ci raccontano a Gallinaro, descrivendo cos’era fino a qualche tempo fa il luogo di culto del Bambinello: pullman da ogni dove, specie in particolari ricorrenze.

«Nella Domenica delle Palme le celebrazioni andavano avanti fino a sera, era persino difficile gestire le centinaia di pullman, persino di suore e di religiosi, che arrivavano per accompagnare i fedeli. Così in tante altre occasioni. La Chiesa ben conosceva questa realtà – ha sottolineato il sindaco Piselli - tanto che ai funerali di Giuseppina c’erano oltre 20 sacerdoti e un vicario».

Il sindaco scrive al Vaticano. E invita Bergoglio

La lettera esiste ed è stata già inviata. Per questioni di opportunità, però, l’amministrazione di Mario Piselli non ha ritenuto di poterla rendere, seppur in parte, pubblica. Almeno in attesa della ricezione da parte del destinatario.

Ne è convinto il consigliere Orfeo Rossi che ha contattato direttamente il sindaco prima del suo ingresso -fuori sede per questioni istituzionali - e anche il consigliere Vacana.

Una posizione fermamente ribadita dallo stesso primo cittadino che ha sottolineato come sia «indispensabile procedere nella massima trasparenza, ma nel rispetto dei ruoli». Quindi fino a che la lettera non sarà consegnata in Vaticano, il suo contenuto rimarrà top-secret. Ciò che invece può essere detto senza timore di smentite è che in linea di massima è stata descritta nella missiva al Papa la situazione vissuta dalla comunità, soprattutto alla luce della scomunica per l’organizzazione denominata “Nuova Gerusalemme”.

Non solo. Secondo i beninformati, sarebbe stato anche chiesto al Santo Padre di venire fisicamente a toccare con mano la situazione che rischia di passare alla storia sotto i riflettori dello scisma. «Il vero miracolo è in quello che Giuseppina è riuscita a fare per la nostra comunità: avvicinare le persone alla preghiera, alla condivisione piena, alla partecipazione spirituale - hanno ricordato dalla casa comunale - Non sappiamo se le telefonate che ora stanno giungendo ad alcune famiglie di Gallinaro siano proprio quelle di papa Francesco. Ciò di cui siamo certi è che la nostra è una comunità unita e piena di fede. Lontana da ogni tipo di polemica».

Bocche cucite, invece, in chiesa. Il parroco, affacciatosi appena dalla finestra nella parte posteriore della chiesa di San Gerardo, ha risposto “No, grazie”. Ed è scomparso. Dopo l’invito da parte della Curia, si guarda solo «a salvaguardare il bene superiore della Chiesa e dei singoli fedeli».

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