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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Il Comune di Cassino in piazza de Gasperi

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L'isola pedonale, lo spostamento del mercato e un dio che è morto

Cassino

Il comune di Cassino non avrà l'isola pedonale permanente. Avrà però ancora le bancarelle in piazza Labriola. Due decisioni che fanno felici i commercianti, per le loro preoccupazioni più che legittime in questo periodo di crisi. Ma che probabilmente non è quello che gradisce la maggioranza dei cittadini.

La colpa di quel che è accaduto oggi in Consiglio comunale ha nomi e cognomi ben precisi: il fatto che gli ambulanti continueranno ancora per un bel po' a finire di rovinare la centralissima piazza Labriola, il fatto che non ci sarà un salotto pedonale e che lo smog continuerà ad infestare l'aria che respiriamo non è una fatalità. Così come non è una fatalità il fatto che non ci sarà la funivia.

La colpa è anzitutto del sindaco Petrarcone: un temporeggiamento urticante da far perdere la pazienza a qualsiasi persona di buone senso: non si può arrivare 50 giorni prima delle elezioni ad approvare provvedimenti così importanti. Con lui dividono le responsabilità i suoi assessori: i tempi di un bradipo non si addicono a quelli di una buona amministrazione. E se davvero il sindaco crede di poter approvare il put e la funivia nei primo cento giorno del suo secondo mandato prometta sin da ora che se così non sarà rassegnerà le dimissioni. Lo prometta, e lo faccia per davvero. Per la sua credibilità, e quella delle istituzioni.

La colpa è di Fausto Salera: consigliere di sinistra (vabbè, si fa per dire) passato da Marx (Karl) a Max (Mignanelli), che oggi in consiglio lo ha accompagnato fuori dall'aula perchè il consigliere non si era accorto che restando tra i banchi permetteva il raggiungimento del numero legale. Anzichè andarsi a sedere - votando il Put tanto caro al suo partito, sensibile com'è ai temi dell'ambiente - il consigliere se l'è data a gambe. Perdendo l'occasione di fare qualcosa di buono per la città nel suo ultimo consiglio comunale (i miracoli di solito non si ripetono).

La colpa è di una politica miope, che promette sempre di attivarsi per il bene della città, ma quando è chiamata a farlo per davvero guarda prima ai propri interessi, con tanti cari saluti alla città.

La colpa è dei cittadini, troppo distanti dalla politica e poi sempre pronti a puntare il dito contro tutti, indistintamente. Con quelle urla a cinque stelle che sparano nel mucchio, ma non centrano quasi mai il bersaglio. Perchè nel mucchio si colpiscono tutti, indistintamente: persone serie e quaquaraqua. Onesti e disonesti. Politici e politicanti. Politica che è solo far carriera. Il perbenismo interessato. La dignità fatta di vuoto. L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. E un dio che è morto.

Con gli odi di partito dio è morto. E anche l'isola pedonale!

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