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Vince alla lotteria dopo vent’anni
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Vince una fortuna alla lotteria, ma incassa dopo vent’anni

Cassino

Ha dovuto attendere 23 anni per vedersi riconoscere la paternità di una vincita che nel ‘93 avrebbe potuto davvero cambiargli la vita. Ventitré anni trascorsi nell’angoscia di aver sfiorato soltanto per un momento un sogno concesso a pochi. Per poi perdere tutto. Ieri, però, l’incredibile comunicazione da parte del suo legale, l’avvocato Emanuele Carbone: battaglia vinta.

La storia

Era il 1993 quando un commerciante entrò in una ricevitoria di Roccasecca per giocare i numeri della sua data di nascita: un terno secco. E la vincita messa in palio era davvero sostanziosa: 50 milioni di vecchie lire. Che, allora, rappresentavano un importante sostegno per tutta la famiglia: investimenti, progetti, figli, vacanze. Tutto senza avere più l’ansia di non arrivare alla fine del mese.

Una gioia immensa, quella della inattesa vincita, condivisa con tutti i suoi amici e parenti. Tanto che il commerciante baciato dalla dea bendata pensò di festeggiare in piena regola la regalia che il destino aveva voluto riservargli. Una felicità, purtroppo, davvero effimera: per una contestata irregolarità del biglietto, la somma - gli venne comunicato dal Ministero - non sarebbe potuta essere incassata. Una tragedia.

Secondo quanto riferito da un funzionario del Ministero delle Finanze, la matrice del biglietto (che ventitré anni fa non era telematico ma ancora riempito a mano con copia in carta carbone) risultava difforme da quella rimasta nelle mani della ricevitoria del Lotto. Il Ministero di fatto si rifiutò di pagare adducendo motivazioni tecniche su una presunta alterazione dello stesso biglietto. E iniziò per il commerciante un periodo terribile per quella chimera scivolata dalle dita come seta. E il Fantozzi nostrano, protagonista di una storia figlia del film “Ho vinto la lotteria di Capodanno”, dette vita ad una lunga battaglia legale.

La ricerca della verità

Il commerciante deluso ed amareggiato si affidò ad un legale che portò la questione davanti al Tribunale amministrativo di Latina, vedendo ovviamente naufragare ogni speranza. Poi ebbe la fortuna di incontrare l’avvocato del Foro di Cassino Emanuele Carbone che, esaminata la questione, iniziò una nuova guerra a colpi di carte bollate. Finita ieri con una sonora vittoria. L’avvocato è riuscito a dimostrare che la giocata vincente fosse regolare vedendosi riconoscere la complessa tesi difensiva supportata da una ricostruzione documentale corposa. Tra il dovuto e gli interessi il commerciante vedrà riconosciuti circa 50.000 euro, oltre alle spese legali.

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