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Campo di concentramento di Caira: la svolta

Il campo di concentramento di Caira a Cassino

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Campo di concentramento di Caira: la svolta

Cassino

Nuova vita per lo storico campo di concentramento di Caira. Dopo anni di attese, finalmente la svolta. 

Nei giorni delle celebrazioni per il 70° anniversario della distruzione di Montecassino e Cassino, l'associazione Progetto Democratico aveva lanciato la proposta di destinare l’area del Concentramento di Caira all'allestimento del Museo della Linea Gustav. "Un proposta che abbiamo accolto in maniera molto positiva perché riteniamo possa rappresentare un'opportunità importante sia sotto il profilo storico che turistico per la nostra città". A dichiararlo il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, in merito alla proposta lanciata da Progetto Democratico nella persona del suo presidente Michele Giannì.

"L'idea – ha continuato il sindaco – sulla quale con Michele ci siamo confrontati più volte, è quella di utilizzare, non appena tornerà nella disponibilità del Comune di Cassino, l'area del concentramento di Caira per realizzare uno'era internazionale da allestire in collaborazione con le ambasciate dei Paesi che hanno combattuto sul nostro territorio, coinvolgendo anche le numerose associazioni che raccolgono e custodiscono reperti e documenti di quegli eventi".

Quella di valorizzare l'area del concentramento di Caira è un'idea che parte da lontano . Nel mese di dicembre 2013, con l'introduzione di termini e procedure più snelle per i trasferimenti agli Enti territoriali di immobili appartenenti al patrimonio disponibile dello Stato, abbiamo ufficialmente richiesto al demanio l'area del Comprensorio di Caira (ex campo di concentramento). Un percorso già avviato, quindi, che grazie a questa idea può trovare un importante finalizzazione. La storia di Cassino è indissolubilmente legata a quella della seconda guerra mondiale. In Italia e all’estero, il nome della nostra città viene collegato a quei tragici eventi bellici.

"In questi anni diverse sono state le iniziative che abbiamo realizzato in ambito turistico per creare un vero e proprio percorso della memoria. Penso alla riapertura dopo oltre 70 anni del Percorso della Battaglia e della Rocca Janula che insieme alla nostra abbazia ed ai tre cimiteri monumentali di guerra (polacco, tedesco e anglosassone) fanno parte di un percorso storico della nostra città ben definito. A questo si aggiunge anche il museo Historiale che racconta la storia attraverso le immagini. Manca in effetti un museo reale in grado di ospitare reperti bellici e un dettagliato archivio storico. Un'opera che completi quel percorso della memoria necessario a trasmettere la storia e i valori della pace alle future generazioni. Proprio per questo abbiamo accolto positivamente la proposta dell'amico Michele Giannì e di Progetto Democratico al termine del 70° anniversario. Pertanto, credendo con convinzione nelle sue potenzialità, il progetto sarà inserito nel programma elettorale della mia coalizione. Con l'obiettivo di lasciare alle future generazioni la memoria della nostra storia ed inserire, perché no, questo nuovo itinerario nei percorsi turistici di Cassino in occasione del 75° anniversario della distruzione".

È stato il presidente di Progetto Democratico, Michele Giannì, a spiegare i dettagli della proposta. "Il Concentramento di Caira con le sue palazzine in mattoni, somiglia nella struttura al campo di concentramento di Auschwitz I. Ciò favorirebbe la creazione di un percorso didattico per le scuole e per i visitatori garantito dalla presenza di reperti bellici, mezzi militari, divise, bandiere, plastici delle battaglie, miniature, foto e documenti. Ad ogni Paese che ha combattuto a Cassino, attraverso il coinvolgimento delle ambasciate, potrebbe essere affidata l’organizzazione di un padiglione. Un edificio potrebbe ospitare l’archivio e un altro potrebbe essere destinato a sala convegni. Basterebbe restaurare le palazzine, mantenendone l’architettura originaria, e bonificare l’area dalle erbacce. Cassino recupererebbe con costi ridotti una struttura storica. Il concentramento fu campo di prigionia della prima guerra mondiale ed ospitò tra gli altri il filosofo austriaco Wittgenstein, la cui presenza merita di essere ricordata all’interno del museo. La città si doterebbe così di un museo di caratura mondiale come quelli che ricordano gli sbarchi ad Anzio o in Normandia, come Auschwitz o come il parco-museo di Piana delle Orme. L’opera diventerebbe elemento trainante in un percorso della memoria che coinvolgerebbe l’Historiale e i cimiteri monumentali di guerra. Ringrazio il sindaco Petrarcone che ha accolto la nostra proposta ed intende inserirla nel suo programma elettorale per realizzare il museo della Linea Gustav.”

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