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Condannato già per aver ucciso la fidanzata, ora è in arresto per tentato omicidio
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Tenta di strangolare una donna in ospedale spinto dalle voci nella sua testa

Cassino

Condannato per aver ucciso la sua fidanzata, ora è in carcere a Cassino per un tentato omicidio che avrebbe commesso
ai danni di una paziente ricoverata all'Spdc del Santa Scolastica di Cassino.  

I carabinieri del comando Stazione di Cassino, nella tarda mattina di oggi, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha dato corso ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cassino, il dottor Valerio Angelo Lanna, nei confronti di S.A., 46enne di Aprilia, poiché ritenuto responsabile del tentato omicidio di una sessantottenne di Pontecorvo.

L’uomo era ricoverato presso il reparto SPDC del Santa Scolastica di Cassino, proveniente da una comunità terapeutica di Roccasecca dove si trovava in regime della libertà vigilata, su disposizione del Tribunale di Sorveglianza di Roma, dopo aver scontato 16 dei 23 anni di condanna, poiché riconosciuto responsabile dell’efferato omicidio della fidanzata S.G. di anni 22, compiuto nel maggio del 1998 ad Aprilia. All’epoca dei fatti, ancora 28enne, si era macchiato le mani di sangue, strangolando la giovane fidanzata ed investendola più volte con la propria autovettura, per poi seppellirla in uno spazio erboso nei pressi di una pinetina, solo perché “una voce l’aveva spinto a farlo”.

Nella serata di sabato 26 marzo, mentre era ricoverato presso l'ospedale di Cassino, spinto sempre da una voce che gli ordinava di uccidere, si spostava nella stanza attigua alla sua dove, approfittando dell’assenza dei sanitari, si avventava su una paziente cercando di strangolarla. Solo grazie alle urla della malcapitata e l’intervento immediato di alcuni sanitari si scongiurava un epilogo drammatico.

Da ciò ne scaturiva un’informativa dettagliata  dei carabinieri inviata immediatamente alla Procura della Repubblica di Cassino e al Tribunale di Sorveglianza di Roma per gli aspetti di competenza. Il Pm, dottor Eugenio Rubolino,  pertanto assumeva la direzione delle indagini e, condividendo le risultanze investigative dei carabinieri, disponeva alcuni fondamentali approfondimenti. Poi, poco fa, l'arresto.

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