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Fondi autogestiti degli studenti, lo schiaffo di primavera al rettore Betta

Cassino

Dicono che non l'abbia presa benissimo. E che, a differenza del suo predecessore, non ritiene l'autogestione una sacralità e un dogma intoccabile. Tradotto in parole povere, non intende farsi passare la mosca sotto al naso. Anche perchè quando si è insediato, lo scorso mese di novembre, era stato esplicito: "Non è che se un'associazione ha la maggioranza può fare assopigliatutto con la sola forza dei numeri. Io non mi sognerei mai di negare i fondi a un dipartimento solo perchè non mi ha votato. I fondi vanno divisi equamente".

Il rettore Betta, non è su tutte le fure. Ma infastidito sì, e molto. Perchè ancora una volta non ha vinto la forza delle idee e dei progetti, ma quella dei numeri e delle strategie. Sui 59.000 euro a disposizione degli studenti, il Consiglio presieduto da Cirillo che si è svolto martedì mattina ha permesso che ben 54.000 andassero alla maggioranza: nello specifico 43.000 a Primavera Studentesca e 11.000 a Onda d'Urto. La minoranza di Ultimo Banco si è dovuta accontentare di 4.000 euro: non perchè i progetti non fossero validi, ma perchè minoranza. 

Le due associazioni di maggioranza si sono insomma preso gioco del rettore e del suo appello di inizio mandato. E essendosi accorti di averla fatta "fuori dal vaso", sono corse ai ripari. Poche ore fa con una foto postata su Facebook insieme al direttore del dipartimento di Economia e Giurisprudenza Giuseppe Recinto, un autorevole esponente di Primavera ha evidenziato la bontà delle iniziative da loro proposte: nello specifico l'acquisto di due proiettori che sono stati donati al dipartimento di Recinto. Ma il malcontento del rettore - raccontano fonti ben informate - non è affatto superato.

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