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Martedì 06 Dicembre 2016

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Operazione della Guardia di finanza Sequestrati oltre 500 prodotti pericolosi
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Metalli pesanti nelle acque degli autolavaggi

Cassino

Alte concentrazioni di cromo, cadmio, piombo, alluminio e idrocarburi: nelle acque delle attività di autolavaggio sequestrate dalla Finanza di Cassino l’Arpa ha rilevato sostanze pericolose superiore al limite consentito dalla legge. Così come ipotizzato dagli uomini del colonnello Fortino.

I risultati dell’Arpa Lazio, ora nelle mani della magistratura (che dovrà decidere come procedere) hanno raccontato della presenza di metalli pesanti e di elementi altamente nocivi per la salute nelle acque reflue, rispecchiando appieno quanto riscontrato dai militari delle Fiamme gialle della città martire che avevano fatto scattare i sigilli a cinque attività irregolari gestite da cittadini egiziani. Gli uomini del colonnello Fortino avevano evidenziato, in particolar modo, la presenza di scarichi illegali di acque reflue dell’attività di lavaggio delle auto, senza alcun impianto di depurazione.

Nè alcun rispetto delle leggi vigenti in materia di tutela ambientale, ma anche di tutela del lavoro.

E per questo avevano dato esecuzione alla chiusura degli autolavaggi tra Cassino, il Cassinate e Pontecorvo. A mettere in moto le indagini erano state le tante segnalazioni giunte al Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino dai cittadini su autolavaggi improvvisati, spuntati come funghi tra un portone e un garage. Attività che proponevano prezzi stracciati, tempi record e una estrema gentilezza nel servizio. Ma che nascondevano, come accertato dai militari delle Fiamme gialle, una serie importante di illeciti. Tanto che, nelle attività sequestrate, i militari avevano addirittura trovato grossi sacchi contenenti fanghi contaminanti mai smaltiti adeguatamente, ma pronti per essere gettati nei cassonetti della nettezza urbana.

Non solo. Ben quattro i lavoratori in nero scoperti negli autolavaggi irregolari, tra cui un diciassettenne privo sia di documenti che di permesso di soggiorno. I risultati dell’Arpa hanno ora confermato le ipotesi dei militari. «Apprezziamo l’operato eccellente dei militari ed il certosino lavoro della magistratura. Prendiamo atto della conferma da parte dell’Arpa dei risultati relativi all’analisi delle acque- hanno dichiarato gli avvocati delle attività rappresentate dai legali Francesco Malafronte ed Emanuele Carbone - In base a questo rivaluteremo il da farsi. Attendiamo comunicazioni da parte della magistratura».

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