Un'area "pericolosa" nel cui ventre potrebbero essere nascosti veleni tossici di varia natura. Tante battaglie, una archiviazione e nuove speranze.

Il procuratore capo della Repubblica di Cassino, Luciano D’Emmanuele, infatti ha deciso di vederci chiaro e ha riaperto il delicatissimo caso del Nocione. Così il tenente colonnello Massimiliano Fortino, comandante della Guardia di Finanza di Cassino, ha ricevuto stamattina l'incarico per la nuova indagine. Proprio alla Procura della Repubblica di Cassino si sono rivolti gli ambientalisti che di recente hanno presentato un nuovo esposto, avanzando rinnovati sospetti su un'area che potrebbe essere anche più estesa di quella presa in considerazione fino ad ora. In passato la quantità di fosforo,  alluminio, manganese e ferro in misura superiore ai limiti previsti dalla legge raccontò della presenza di veleni sepolti sotto terra, senza scrupolo alcuno. Testimoni diretti e pentiti provarono a togliere - idealmente - quel cumulo di terra dalla verità. Un "fattaccio" che ora, a distanza di anni, potrebbe rivelare ancora molto.