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D'Alessandro: <Ospedale, altro che reparti ci sono gironi infernali>

Cassino

Una sanità da girone infernale. Carlo Maria D’Alessandro dipinge una situazione altamente drammatica e ritaglia le responsabilità addosso a sindaco e assessori.
"Sanità al collasso e pazienti abbandonati a combattere da soli le battaglie contro i mali incurabili e contro la burocrazia che non aiuta ma punisce. Anche questo è l’ennesimo prezzo pagato dalle persone di questa città a causa dell’immobilismo e della superficialità dell’amministrazione - ha tuonato Carlo Maria D’Alessandro, l’uomo scelto dal centrodestra come candidato alle amministrative del 2016 - Quando c’è stata la possibilità di alzare la voce e farci ascoltare, quando ancora c’era da parlare di quello che andava fatto per la nostra struttura ospedaliera, nessuno si è imposto. Anche in quel caso sono state messe firme e sono state accettate condizioni che avrebbero inflitto un’ulteriore pena ai cittadini del nostro territorio. Ma gli antichi dicevano che chi ha il pane nella dispensa non capisce la fame di chi raccoglie le briciole dal pavimento. Così ecco il risultato, chi non ha soldi a sufficienza è costretto a fare i conti con una sanità che è diventata un privilegio. La politica è rimasta a guardare, qualche esponente di centrosinistra o supporter del governo Zingaretti ha riempito giornali e televisioni di proclami e annunci sull’arrivo di decine di medici, poi diminuiti sempre di più, poi sono arrivate le firme... sembra arrivi tutto tranne che i camici bianchi a destinazione tra le corsie del Santa Scolastica. Qui ci sono delle responsabilità di chi avrebbe dovuto pensare al bene della comunità, anche uscendo fuori dalle linee di partito, per assicurare i servizi basilari alla gente".
Non transige sulla questione D’Alessandro: "La sanità in questo Paese ha un costo, nella nostra Regione ci sono debiti milionari, voragini e dissesti, ma c’è una costante, i soldi sborsati dai cittadini per assicurarsi prestazioni e cure che dovrebbero essere scontate e che invece diventano un percorso fatto di ostacoli e disagi. Nessuno dice niente, nessuno ha fatto niente. Ci sono comitati, associazioni. Ricordo bene la fiaccolata che vide centinaia di cittadini e sindaci dei comuni di tutto il territorio, dalla Valle dei Santi alla Val di Comino sfilare per le strade di Cassino in difesa dell’ospedale. Ma cosa è stato fatto poi? Quel giorno c’ero anche io, come semplice cittadino, in modo particolare come padre. Ora questo problema diventerà una delle mie priorità come sindaco. Tra i miei obiettivi c’è quello di riprenderci i nostri servizi sanitari, chiederemo 1000 anche solo per ottenere 100. I cassinati devono ritrovare quella sicurezza che spetta loro"

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