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Dalla guerra sbocciano i fiori, i rifugiati diventano giardinieri
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Dalla guerra sbocciano i fiori, i rifugiati diventano giardinieri

Cassino

Dalla guerra ai fiori. Un percorso difficile conquistato attraverso le acque fredde e tempestose del Mar Mediterraneo. Così i rifugiati politici accolti dalla cooperativa Ethica di Cassino che entreranno a far parte del progetto Sprar saranno impegnati nella gestione delle aree verdi della città.
"Un progetto grazie al quale i rifugiati diventeranno volontari e collaboreranno con le squadre di manutenzione del Comune di Cassino alla cura del verde e degli spazi pubblici" ha dichiarato entusiasta il primo cittadino.

Il progetto “Integrazione verde Cassino” promosso dal comune in collaborazione con la cooperativa Ethica è una soluzione per offrire un’occupazione a queste persone che sono in attesa di ottenere i documenti.
"Non si tratta – ha continuato il sindaco – di lavoro retribuito, ma di un’opportunità per i ragazzi per ricambiare l’accoglienza offerta e nel contempo migliorare la loro conoscenza del territorio e della lingua italiana, favorendone l’integrazione. Dopo aver consegnato le attrezzature necessarie i ragazzi che rientrano in questo progetto inizieranno la loro attività a partire da lunedì 22 febbraio".
"Integrazione verde Cassino è un’iniziativa a sostegno del progetto Sprar che favorisce in maniera importante l’integrazione ed allo stesso tempo contribuisce a fornire un servizio alla comunità" ha sottolineato il primo cittadino.
Andrea Velardocchia, consigliere comunale e provinciale oltre che membro della commissione sui servizi sociali ha sottolineato: "Questo tipo di attività favorisce l’integrazione in un tipo di società molto differente da quella dalla quale provengono questi ragazzi. Sono uomini che si lasciano alle spalle il dolore e la violenza della guerra e che hanno paura. per loro spesso è difficile integrarsi e per molti di noi è difficile accettare il diverso. Questa è una possibilità di crescita per tutti".

Soddisfatto anche l’assessore alla cultura Danilo Grossi: "Un modo per insegnare anche ai nostri giovani che è possibile accettare il diverso e rispettare gli altri. Inoltre è un modo per mantenere attivi e occupati questi uomini.
A volte sono proprio loro a chiedere di poter fare qualcosa".

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