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Evangelista fa retromarciaGiovedì torna in Consiglio

Il consigliere Franco Evangelista

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Il Comune chiude per Carnevale, gli utenti furiosi. Duro attacco di Evangelista

Cassino

Una città silenziosa, e senza colori, più che martedì grasso di festa, l’ultimo giorno per divertirsi e mangiare in quantità prima dell’inizio della quaresima, ieri Cassino sembrava il set di un film dell’orrore.
Strade vuote, nessuna sfilata, solo qualche sparuto bimbetto scortato da mamma e papà che si aggirava nell’area del parco giochi in piazza Labriola per lanciare qualche coriandolo e soffiare qualche stella filante.
Ma il paradosso arriva dal Palazzo.
I dipendenti del Comune infatti sono stati fatti andare via tutti a mezzogiorno, uffici chiusi e servizi sospesi.
Gli utenti sono rimasti allibiti davanti all’esodo dei dipendenti.
"La città non ha organizzato nulla, non ci sono sfilate, nè carri. Che significato ha mandare via gli impiegati? È vero che è carnevale ma non sta per scoppiare la guerra che se non si esce due ore prima si rimane bloccati in città" ha tuonato un cittadino che era andato in Comune per consegnare dei documenti.
Effettivamente non ci sono stati avvisi di chiusura degli uffici e degli sportelli, quindi la cittadinanza non ne era a conoscenza, inoltre non essendoci in programma nessuna iniziativa istituzionale la decisione è apparsa a molti inadeguata.
L’esodo delle dodici non è sfuggito neanche al consigliere Francesco Evangelista, capogruppo di Forza Italia in assise civica: "Restiamo tutti senza parole quando vediamo una città abbandonata, i più piccoli vittime di una superficialità e dell’assenza degli amministratori che però hanno l’accortezza di far uscire il personale con due ore d’anticipo. Certo i bambini che festeggiano il carnevale non esprimono un voto alle urne, quindi valgono di meno sulla bilancia".
È duro l’attacco di Evangelista che prosegue: "Quando saranno recuperate queste ore che sono state concesse oggi ai dipendenti? Sarebbe stato corretto avvisare l’utenza del cambio di orario degli sportelli.
Poi non è evidente la necessità di andare via prima visto che praticamente per Cassino questo martedì grasso è una giornata come le altre. Quando si tratta poi di tagliare nastri e sostenere economicamente le associazioni tempo e soldi escono e anche le comunicazioni istituzionali.
C’è qualcosa che non va nel sistema usato da questa amministrazione e a pagarne le spese purtroppo i bambini e i ragazzi costretti a farsi una passeggiatina per il corso o ad andare in strutture private per indossare le mascherine".

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