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L'Alfa leva il turbo Mistero sulla Giulia

La nuova Alfa Giulia

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Piano Alfa: Marchionne da Londra svela i segreti. Operai con il fiato sospeso

Cassino

Il giorno dei giorni è arrivato: da stamattina, da Londra, l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne, sta illustrando nel dettaglio il piano industriale di Alfa Romeo. Le date di partenza dei modelli prodotti a Cassino e quindi la salita produttiva e occupazionale dello stabilimento. Dopo lo slittamento della Giulia per la crisi del mercato cinese, il biscione dovrebbe iniziare a “mordere” le strade entro il primo semestre di quest’anno. Dalla road map che traccerà Marchionne si potrà dunque prevedere quando il territorio si potrà rimettere in moto con le nuove assunzioni. Ma se Fca corre – e dopo l’accordo con Grimaldi per il trasporto delle vetture sulle navi in Usa ha siglato anche un’intesa strategica con Trenitalia per i modelli Alfa che produrrà il sito pedemontano – ancora una volta la politica frena. L’ennesima tegola è caduta ieri a causa della burocrazia.

E ad ammetterlo è stato proprio il presidente del Cosilam Pietro Zola al termine del vertice in prefettura per fare il punto sui lavori da effettuare per migliorare la viabilità nella zona industriale. "Nota dolente è quella dei lavori per la messa in sicurezza dell’agglomerato industriale di Cassino. Come tutti sanno è stato presentato un ricorso al Tar sulla gara d’appalto che sarebbe dovuto andare in discussione nel mese di gennaio. Invece, è stata disposta una sospensione fino al prossimo 18 febbraio. Speriamo che non ci sia un ulteriore rinvio perché altrimenti rischieremmo di perdere il finanziamento e non di riuscire a dare le risposte che il territorio si attende". Il presidente del Consorzio, all’unisono con gli altri enti, si sofferma però sul bicchiere mezzo pieno: "La riunione in Prefettura – ha evidenziato Zola - ha rappresentato un ulteriore passo in avanti per il completo rilancio dell’area industriale Fiat Chrysler Automobiles".

Il tavolo tecnico è stato aggiornato al 18 febbraio – giorno in cui dovrebbe pronunciarsi anche il Tar - per la definizione di tutti i lavori che dovranno essere eseguiti dai diversi Enti. Intanto ieri la governance del sito pedemontano ha annunciato alle Rsa di stabilimento altri quattro giorni di cassa integrazione: 1,2,8 e 9 febbraio. Poi, il 22, dovrebe partire la salita produttiva.

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