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Colpito da meningite: il trentanovenne resta grave
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Colpito da meningite: il trentanovenne resta grave

Pontecorvo

Sono ancora serie le condizioni del 39enne  residente a Pontecorvo colpito da meningite. L'uomo si trova ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma ormai da tre giorni. Apprensione in città per tutta la giornata di ieri.

Il ragazzo, infatti, padre di una bimba piccola, era in coma farmacologico e solo nel tardo pomeriggio di ieri il sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, ha aggiornato la situazione: "C'è stato un lieve miglioramento, si è mosso e la febbre ha avuto una diminuzione. Ora potrebbero operarlo all'orecchio".

Tutto infatti è partito da un'otite perforante. Il giovane la scorsa settimana aveva una febbre particolarmente alta con dolori circoscritti. In un primo momento si era ipotizzata una influenza che non accennava a passare ma nel weekend la situazione è precipitata. Domenica la corsa in ospedale, al Santa Scolastica di Cassino dove i medici hanno immediatamente compreso la gravità della situazione. Allo Spallanzani, dove è stato trasferito, hanno subito effettuato l'esame del liquor riscontrando una meningite.

"Si tratta - ha spiegato il sindaco Anselmo Rotondo - di una meningite da pneumococco, dunque non contagiosa. E' un batterio superficiale, non pericoloso, che è trasmigrato dall'orecchio alle meningi. Il paziente era malato da 7 giorni ma non poteva immaginare che la situazione fosse così grave. A Roma è arrivato privo di coscienza, in condizioni davvero gravi. Le notizie fino ad oggi erano legate a un coma farmacologico. Ora sappiamo - continua il primo cittadino in contatto perenne con la famiglia - che la febbre si è abbassata, che sta rispondendo alla terapia e che ha dato segni di risveglio. Così lo opereranno all’orecchio".
In città la preoccupazione, comunque, è alle stelle. La gente ha paura per sé e per i propri cari. Per questo il sindaco torna ancora una volta a chiarire: "Non c'è pericolo di contagio. La gente può stare tranquilla. Io personalmente ho avuto contatti con i familiari e non mi preoccupo. Non farò alcuna profilassi". La terapia tuttavia è stata necessaria per i familiari dell'uomo ma in forma precauzionale. Intanto sono innumerevoli le mamme che si preoccupano per i propri figli. Soprattutto per quelli che non hanno effettuato, in passato, il vaccino.  Rotondo invita tutti a non sottovalutare le campagne di vaccinazione. Anzi, rimarca: "Il vaccino per la meningite è facoltativo, io lo renderei obbligatorio".

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