L'interporto è rimasto solo su carta. Un sogno incompiuto. Un progetto mai realizzato. Eppure, in un paradosso tipicamente italiano, i suoi effetti deleteri si propagano ancora. E pesano sui bilanci pubblici. In questo caso del Comune di Frosinone. Di recente il consiglio comunale del capoluogo ha riconosciuto un debito fuori bilancio da 232.955,84 euro in favore di un gruppo di cittadini espropriati dei terreni per la realizzazione del collegamento viario tra la zona interportuale e la viabilità territoriale.

La decisione, peraltro adempimento obbligato per evitare possibili responsabilità contabili dell'ente, fa seguito a una pronuncia della Corte d'appello di Roma. Questa, con ordinanza, ha accolto il ricorso di un gruppo di proprietari terrieri della zona in opposizione all'identità definitiva d'esproprio. Nello specifico i giudici hanno riconosciuto un'indennità d'esproprio pari a 183.517 euro nonché un'indennità di occupazione temporanea delle aree per altri 24.659,15 euro. A carico dell'ente anche gli interessi, per otto anni, dall'aprile 2008 all'aprile 2017, nonché parte delle spese per la consulenza tecnica d'ufficio, anticipate dalla controparte.

Il ricorso era contro la stima, depositata il 16 novembre 2016 e mai comunicata, della commissione arbitrale chiamata a quantificare l'indennità definitiva d'esproprio. Per prima cosa i ricorrenti ravvisavano un vizio nelle procedure seguite. Infatti, la dichiarazione di pubblica utilità a base della procedura espropriativa era intervenuta precedentemente all'entrata in vigore del testo unico sulle espropriazioni del 30 giugno 2003. Doveva trovare, quindi, applicazione la disposizione transitoria e non la nuova normativa, effettivamente seguita nelle procedure.

Contestata anche la stima effettuata «con criteri svincolati dal valore di mercato delle aree e non applicabili in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale 348/2007 con ingiustificata applicazione della decurtazione del 40%». Per i giudici, invece, l'indennità andava valutata «sulla base del giusto prezzo che i beni avrebbero avuto in una libera contrattazione di vendita». Il ctu ha così indicato in 23 euro a metro quadrato il valore delle aree in questione. dal che è venuto fuori il valore di 153.157 euro cui si aggiungono altri 30.360 per la diminuzione di valore della restante proprietà. Quantificata in 24.659,15 euro l'ulteriore indennità per l'occupazione temporanea.

Qualche tempo fa, sull'argomento, era intervenuto il Tar per considerare legittimi gli atti di esproprio compiuti dal Comune di Frosinone. Ma non solo, a marzo 2016, un'altra ordinanza, sempre della Corte d'appello, aveva accolto il ricorso di altri espropriati. In quel caso i giudici avevano riconosciuto un'indennità di esproprio di 298.732 euro più un'ulteriore somma di 40.140 euro per l'occupazione temporanea. Da qui la scelta di autorizzare il pagamento di 361.043 euro. Parte di questi fondi erano stati addebitati al finanziamento da 3,5 milioni di euro della finanza del patto territoriale per lo sviluppo di Frosinone che finanziava l'opera.