Un percorso minato. Sul quale qualcuno potrebbe anche saltarci sopra. Con i lavori al nuovo stadio in dirittura d'arrivo, resta il problema di come faranno i tifosi ospiti ad arrivarci. Problema non secondario sul quale si intrecciano diverse questioni. Da quella della sicurezza a quella economica. E, infatti, sul tavolo ballano dai 600 ai 700.000 euro.

Sono i soldi che andrebbero investiti nei betafence, le barriere mobili, che servono a chiudere la circolazione per consentire il transito, in piena sicurezza, delle tifoserie ospiti. Soldi che, ovviamente, il Comune non è disposto a investire e che, dunque, si dovrà accollare il privato. A meno che non si decida di vietare la trasferta nelle gare ritenute a rischio. Il che è un paradosso. Uno stadio moderno come quello in costruzione non si può permettere di non consentire l'accesso agli ospiti.

Al tempo stesso resta il grande interrogativo, ovvero il perché, in sede di progettazione, non ci si sia accorti del vincolo che la sovrintendenza intende far valere sul boschetto in cui dovrebbe passare la strada dei tifosi ospiti. La strada resta dunque sub judice, in attesa della conferenza di servizi che dovrebbe sbloccare, in un modo o nell'altro, l'impasse. E dunque con il campionato alle porte e il Frosinone che potrebbe esordire in casa con la Cremonese il 30 settembre, non si sa ancora dove passeranno i sostenitori lombardi e, poi, a seguire quelli delle altre squadre che verranno a giocare a Frosinone.

La soluzione studiata a tavolino è quella della nuova strada, da via Michelangelo a viale Olimpia. I tifosi ospiti entrerebbero dalla sbarra, all'inizio di via Michelangelo, dove c'è il cartello con la scritta "strada privata". E sbucherebbero, attraversato il boschetto, a ridosso del palasport proprio laddove, la scorsa settimana, è stato appiccato un incendio a una mini-discarica di copertoni.

Attualmente questo tratto è tutto bruciato e la strada si intravede. Ma senza l'ok della sovrintendenza non se ne fa niente. Ed è qui che entrano in gioco i betafence. Nel primo caso ne basterebbero pochi a chiudere via Michelangelo nei pressi del conservatorio e in corrispondenza dell'ingresso del settore ospiti che, per la cronaca, ha una capienza di 1.035 spettatori.

Il piano B, invece, prevede una chiusura ben più radicale. Già all'altezza della rotatoria di via Fabi. I tifosi ospiti infatti dovrebbero passare necessariamente davanti al conservatorio, costeggiare la rotatoria, passare vicino alla curva dei tifosi locali e al settore distinti. Un percorso minato dunque che impone misure di sicurezza molto più stringenti. Molti più betafence e chiusure radicali per impedire che i tifosi della Nord e dei distinti possano venire a contatto con gli ospiti. Ciò determinerà anche una riduzione dei posti auto nella zona dell'anello tra i distinti e il settore ospiti. Il che comporta anche un altro problema quello della vendita degli abbonamenti con i posti auto inclusi. Basteranno per tutti in questo caso? Ipotizzato anche un ulteriore percorso con il secondo accesso al Benito Stirpe, ma la presenza dell'ingresso dell'ospedale rende questa ipotesi di altrettanto difficile attuazione.

Il tracciato della strada di collegamento tra viale Michelangelo e viale Olimpia che sarà a servizio dello stadio "Benito Stirpe"