Ceccano è ufficialmente candidata a "Città della cultura della Regione Lazio 2018" e punta al relativo contributo di centomila euro. Il conferimento del titolo è rivolto a un comune o un'aggregazione di enti: sarà finanziato il miglior programma di attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale coi seguenti obiettivi: «stimolare le città - recita l'apposito avviso regionale - a considerare lo sviluppo culturale quale elemento essenziale della crescita economica e della coesione sociale della comunità; valorizzare i beni culturali e paesaggistici; promuovere l'imprenditoria nel settore creativo; migliorare l'offerta culturale; incrementare i servizi rivolti ai turisti; favorire processi di riqualificazione urbana» e, infine, sostenere «una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica».

Il progetto ceccanese, avallato dalla Giunta Caligiore e inviato alla Direzione regionale Cultura e politiche giovanili, è stato redatto dall'Ufficio Europa, gestito dallo scorso 21 gennaio dalla start-up "Global & Local".

La cooperativa dell'europrogettista Lola Fernandéz, dunque, è uscita finalmente allo scoperto rispetto a quanto garantito per il triennio 2017-2019 al costo complessivo di 3.000 euro: presentare almeno due progetti ogni anno per attrarre fondi regionali, nazionali o comunitari. Per il consigliere Alessandro Savoni, delegato all'Ufficio Europa, «questa candidatura è una risposta concreta a chi accusa l'amministrazione di non avere alcuna programmazione e pone interrogativi anche riguardo all'utilità della task-force attivata in seno a un'Unità di progetto intersettoriale del comune».

Parlando poi del concorso regionale, Savoni spiega che «tra due mesi verrà fatta una prima scrematura delle istanze e, fra i tre che resteranno in lizza per la vittoria, il vincitore sarà scelto entro la fine dell'anno. Concorrenza spietata? Certo, ma Ceccano ha tutte le carte in regola per diventare la "Città della cultura della Regione Lazio"». E anche la cittadinanza, alla luce della storia e dei tesori architettonici e monumentali fabraterni, confida nel potenziale successo del piano sfornato dall'Ufficio Europa di Palazzo Antonelli.