Tenere salda la coscienza storica è una missione difficile, che però dà i suoi frutti quando si opera con passione e intelligenza. Ne è la prova la sala gremitissima, in ogni ordine di posto, ieri mattina al palazzo provinciale, in occasione del convegno sul film "La Ciociara" di Vittorio De Sica. Hanno assistito in moltissimi, per lo più studenti, non pochi addirittura costretti a rimanere in piedi pur di seguire l'incontro, promosso dalla senatrice Maria Spilabotte (Pd) e dal professor Biagio Cacciola, entrambi relatori.

Ha partecipato il prefetto Emilia Zarrilli, che ha ricevuto in dono una scultura raffigurante Cesira (Sophia Loren) che abbraccia la figlia Rosetta. In prima fila anche il questore Filippo Santarelli. Presente Emi De Sica, figlia di Vittorio, che sul finire della conferenza ha intrattenuto il pubblico con gustosi aneddoti riguardo la vita sul set del grande regista, originario di Sora.

Maria Spilabotte ha inteso sottolineare di aver voluto organizzare il convegno proprio per tenere alta l'attenzione su un episodio storico di fondamentale importanza, che viene trattato troppo superficialmente sui manuali. Si tratta, in effetti, di uno dei più grandi stupri di massa in tempo di guerra, con 60.000 donne violentate. Ecco perché secondo la Spilabotte, «è inaccettabile che al giorno d'oggi alcuni politici non conoscano il termine "marocchinate"».

Biagio Cacciola ha appunto riflettuto sul concetto per cui la percezione della gravità del fatto, può essere agevolata dalla reazione delle istituzioni e delle vittime stesse. «Episodi simili avvenuti nella guerra civile jugoslava - ha detto - sono stati condannati con più forza perché non c'è stata la rimozione».

Proprio l'elemento della rimozione è quello su cui ha indagato a fondo la professoressa Fiorenza Taricone, dell'Università di Cassino, esperta delle relazioni tra i generi nella storia. La Taricone ha spiegato come numerose vittime delle marocchinate per anni non siano riuscite a parlare di quanto accaduto loro. Un po' per vergogna, un po' per difficoltà derivanti dalla carenza dei necessari strumenti culturali, visto il diffuso analfabetismo del tempo. «Le donne - ha rimarcato la Taricone - nella storia sono sempre state considerate bottino di guerra e mi rincresce che i francesi, i quali hanno saputo dare impulso con i loro illuministi al dibattito sui diritti umani, in quel caso non abbiano valutato che il rispetto della donna sia annoverabile proprio nei diritti umani».

La critica alle autorità francesi, insomma, non è mancata. Tanto che Emiliano Ciotti, presidente dell'associazione "Vittime delle marocchinate", ha fatto sapere di volersi attivare affinché Parigi riconosca ufficialmente la propria responsabilità nel fatto. Un dibattito ricchissimo, mosso anche dallo sdegno per il remake in stile porno del capolavoro di De Sica, a cura del regista Mario Salieri. Secondo i relatori è proprio la consapevolezza che può indurre a non scadere in tali proposte, spingendo anche le attrici hard a dire no. La stessa Emi De Sica ha detto di essere intenzionata a fare causa a Mario Salieri: «Vogliamo saperne di più perché siamo intenzionati a portarlo in tribunale».