Sono indette per il 30 e il 31 maggio le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali aziendali all'interno dello stabilimento Fca di Cassino. Ma sulla campagna elettorale dei sindacati piomba, come un terremoto del sesto grado della scala Richter, quanto sta accadendo nel vicino stabilimento Fca di Melfi.

Tutto in pochi giorni, nel sito lucano: prima le parole del vescovo lucano che ha messo all'indice i rappresentanti dei lavoratori come coloro che si sarebbero sporcati le mani promettendo posti nelle aziende dell'indotto Fca in cambio di 5.000 euro; quindi la denuncia di una madre che ha raccontato, ieri, di aver versato una cospicua somma al sindacato della Fismic e la relativa sentenza che assolve il sindacalista trascinato in Tribunale dalla famiglia.

E sì, perché pagare 5.000euro a un sindacalista perché ti faccia assumere il figlio in un'azienda è un fatto «penalmente irrilevante». Perché, scrive il pm di Foggia Antonio Laronga, i genitori che hanno pagato per ottenere l'assunzione «sapevano fin dall'inizio che la somma era destinata a remunerare gli indagati per l'intermediazione diretta a favorire l'assunzione del figlio».

E torniamo a Cassino: quella sentenza, ieri, ha fatto il giro dei sindacati e ha fatto discutere non per l'archiviazione, ma perché si evince che il fatto seppur archiviato sussiste, dunque qualche sindacalista si è effettivamente sporcato le mani accettando o chiedendo soldi ai giovani in cerca di lavoro.

Con quale credibilità, dunque, le sigle si presentano all'appuntamento del 30 e 31 maggio a Cassino? Chi certifica che episodi analoghi non stiano accadendo anche per l'indotto cassinate che grazie a Fca è in piena ripresa e sta assumendo? Possono, gli operai, fidarsi ancora dei loro rappresentanti? I segretari delle varie sigle ovviamente fanno scudo e spiegano che le responsabilità di questi episodi sono individuali, è sbagliato generalizzare anche su un sindacato.

E il sindacato che oggi più degli altri è finito nel mirino è la Fismic, che ieri con il segretario nazionale Di Maulo si è detto estranea ai fatti e poi ha spiegato che «la Fismic in 60 anni ha sempre operato a favore degli operai e uscirà a testa alta da questa vicenda». Grida allo scandalo la Fiom, che non avendo siglato le intese con Fca, non parteciperà alle votazioni per il rinnovo delle Rsa, ma nell'occasione i metalmeccanici della Cgil non escludono clamorose iniziative. Intanto De Palma tuona severo: «Vergogna».

Silenzio dalla Uilm e dall'Ugl mentre rumoreggiano anche i sindacati di base e la Fim si prepara a un evento con i vertici Cisl lunedì prossimo al Boschetto.