È la protagonista della fiction che tante polemiche ha sollevato. Roberta Gemma, star internazionale del cinema hard, ha voluto dire la sua, chiarendo alcuni aspetti.

La notizia dell'uscita di una trasposizione hard de "La Ciociara" ha sollevato un polverone di polemiche. Quale è la sua posizione in merito?
«Chi mi conosce sa bene che dico sempre quello che penso e sono dell'idea che si tratti di un polverone, come ha detto lei. Chi conosce la storia del film sa bene che contiene due vicende legate alla stessa persona e le assicuro che nessuno ha mai pensato di utilizzare la tecnica dell'adattamento libero per una storia drammatica come quella delle violenze delle truppe marocchine. Tanto meno avrei mai accettato di girare scene che evocano violenze sulle donne e violenze in generale».

C'è grande mistero intorno al contenuto e alla trama. Si dice che non toccherebbe il dramma delle "marocchinate". Cosa ci può dire in proposito?
«Mario Salieri è un regista, un maestro del settore, io sono un'attrice internazionale pluripremiata e riconosciuta come "star": entrambi non ci siamo mai occupati di storia, storicizzazione, ricerca storica e revisionismo. Quando ho rivisto il film della Loren sono stata turbata anche io dall'evocazione di quel dramma».

Come mai avete deciso di puntare su "La Ciociara" e, vista la delicatezza dell'argomento, prima dell'inizio della produzione, non avete pensato che potesse essere inopportuno toccare certi episodi?
«L'idea de "La Ciociara" è venuta a Salieri, perché ha visto una somiglianza fisica tra me e la mitica Sophia Loren. Ha voluto me per le mie forme. Il resto è un'ambientazione storica e quindi in piena guerra di liberazione del nostro Paese con tanta povertà. Ciò che è accaduto in Ciociaria è un dramma e io rispetto la tragedia, me stessa e le donne».

Dopo tutte queste polemiche pensa che il film uscirà comunque? «La decisione ultima spetta al regista e alla produzione. C'è solo da registrare un'impreparazione che avvolge la cinematografia hard: i film del settore si distribuiscono via internet e con la modalità pay per view. Difficile bloccare un prodotto video disponibile su server di altri Stati. Qualcuno dovrebbe spiegare a chi chiede il ritiro del film che il vhs e i dvd non si usano più. E magari che, mentre in Italia siamo ancora fermi al termine pornografia, nel resto del mondo il settore si chiama intrattenimento per adulti. Vorrei ricordare che tutta la mia filmografia non contiene scene di violenza. Io sono portavoce della non violenza, il simbolo del piacere, della bellezza pura, senza trucco e senza inganno del chirurgo plastico. Una con un carattere così solare può interpretare film in cui ci sono scene di violenza contro le donne?».