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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Terme

L'ingresso di uno degli impianti termali di Fiuggi

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Terme: confronto serrato tra azienda a sindacati

Fiuggi

È stato un incontro interlocutorio quello che lunedì scorso ha visto le Rsa e la Soc. Acqua e Terme Fiuggi riunite intorno al tavolo sindacale. Dal quale tuttavia sono emerse una serie di novità importanti e a tratti preoccupanti per entrambe le parti.

In quella sede infatti l’azienda ha informato i rappresentanti delle maestranze che se al 31dicembre prossimo, data nella quale scadranno i termini per la Cig in deroga oggi in essere, allora bisognerà prendere in seria considerazione anche l’ipotesi che al fine di contenere i costi del personale l’azienda possa aprire la così detta procedura di mobilità e quindi procedere ai licenziamenti. Il tutto comunque tenuto conto dalle peculiarità aziendali e quindi della sua attività ormai prevalentemente stagionale. Questo attraverso percorsi condivisi tesi ad un accordo con i lavoratori, non escludendo anche un ritorno al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico ove, sulla scorta del recente piano industriale individuare la possibilità di nuovi ammortizzatori sociali, prepensionamenti, mobilità lunga e così via ed anche parte della finanza necessaria a sostenere investimenti futuri. Siamo insomma alle schermaglie procedurali, dove le parti continuano ad annusarsi in attesa di una piattaforma occupazionale sulla quale confrontarsi a 360 gradi lavoratori stagionali compresi. La stessa che l’azienda si è impegnata a proporre nel giro di qualche giorno. Un trasferimento del ramo d’azienda quindi nella totale applicazione del 2112 del Codice Civile, come ammesso dalla stessa azienda ed i lavoratori, forti di questo hanno rivendicato l’immediata e corretta applicazione di 48 sentenze emesse da almeno quattro giudici del lavoro del Tribunale di Frosinone, nel periodo che va da marzo a novembre dello scorso anno e sulle quali pendono ricorsi in appello. Una massa debitoria per l’azienda, in gran parte ereditata dalla società fallita che sfiora i sette milioni di euro, assolutamente fuori dalla portata dei bilanci aziendali. Si riparte quindi ragionevolmente da dove si era rimasti lo scorso anno con il precedente gestore oggi fallito. Un accordo a saldo e stralcio che vada a sanare una volta e per sempre tutti i contenziosi di lavoro, soprattutto senza generarne altri. Più o meno quanto anticipato dal nostro giornale nei giorni scorsi. Altre strade al momento sembrerebbero impraticabili.

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