«Nel Lazio e in Ciociaria più nello specifico si chiudono gli ospedali e si tenta in ogni modo di svilire la sanità pubblica depotenziando la struttura di Anagni lasciando in estrema difficoltà i cittadini della area nord Ciociaria. Un territorio che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo», prosegue la nota di Emilio Lucidi e Angela De Santis. «Sono tante, troppe le denunce fatte ad ogni livello istituzionale affinché si potesse ragionare attraverso le leggi che danno ragione alle proteste dei cittadini forti anche di una sentenza del Consiglio di Stato che recepisce in pieno le nostre istanze nel ritenere necessaria la funzionalità e l’efficienza dell'Ospedale di Anagni. Chiediamo quindi al neo Commissario Asl, un ospedale con un pronto intervento un reparto di dialisi possono restare senza un centralino così come accade oggi? Personale e pazienti possono essere trattati come pacchi postali? È concepibile che il personale possa essere trasferito per terza persona con una telefonata senza che le organizzazioni Sindacali ne sappiano nulla?». Rivolgendosi poi ai sindaci del territorio la Uil Pensionati chiude. «Avete preso l'impegno che innanzi a nuovi depotenziamenti delle strutture sanitarie avreste agito anche attraverso le denunce alle autorità competenti per interruzione di pubblico servizio, ed allora cosa aspettate a farlo? La Uil Pensionati chiede un impegno ed una mobilitazione totale agli amministratori territoriali affinché ospedale di Anagni venga restituito ai cittadini così come è sempre stato nel passato nel pieno della sua efficienza e nel sacro santo diritto costituzionale alla salute».