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Domenica 04 Dicembre 2016

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Difesa della Valle del Sacco In campo 17 sindaci

Fiume Sacco

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Difesa della Valle del Sacco
In campo 17 sindaci

Anagni

Sono diciassette sindaci ad alzare la voce e a rappresentare i disagi ambientali e occupazionali di altrettante comunità nei territori ricadenti tra le due province di Frosinone e Roma. 

I primi cittadini hanno deciso di darsi una connotazione specifica ed è nato quindi il coordinamento dei sindaci della Valle del Sacco per l’ambiente delle province di Frosinone e Roma. Dopo un incontro ad Anagni lo scorso undici settembre si bissa a Sgurgola venerdì prossimo, alle 17, presso la Casa della Cultura in via Caduti sul Lavoro.
L’obiettivo dell’incontro è quello di fare il punto anche sul protocollo d’intesa Regione Lazio-Comuni. Gli argomenti sul tavolo del confronto riguardano i comuni di Acuto, Anagni, Carpineto Romano, Ferentino, Filettino, Fiuggi, Fumone, Gavignano, Gorga, Montelanico, Morolo, Paliano, Piglio, Segni, Serrone, Sgurgola, Trevi nel Lazio. Molti comuni hanno già approvato in consiglio comunale lo statuto del coordinamento e a breve dovrebbe  aderire anche il comune di Colleferro. Partita lo scorso anno su iniziativa dei sindaci di Anagni e Paliano, Fausto Bassetta e Domenico Alfieri, la mobilitazione era partita a seguito di un’emergenza verificatesi nella discarica di Colle Fagiolara. Sulla scia dei problemi ambientali, il Coordinamento ha nel tempo ampliato il suo raggio di azione fino ad arrivare a proporre alla Regione Lazio un protocollo d’intesa. L’obiettivo è quello di sollecitare interventi sul vasto territorio anche in fatto di salute, mobilità, sviluppo, turismo, progettazione urbana, formazione e cultura. 
«Una proposta ancora senza riscontri», come scrivono dal comune di Anagni, ma che porta avanti la necessità di riprendere il discorso per far sentire la voce di un territorio che conta oltre 100 mila abitanti ed è alle prese con problemi di varia natura, in primis quelli appunto ambientali e occupazionali. Due argomenti strettamente connessi dal momento che non si può pensare ad una valorizzazione della vocazione turistica del territorio, se prima non si risolve il grave problema ambientale gravitante intorno al fiume Sacco.

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