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Contatore sostituito,  vince Acea
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Contatore sostituito,
vince Acea

Anagni

Una sentenza che potrebbe aprire una fase nuova, per il giudice di pace è legittima la sostituzione del contatore e l’applicazione della quota di nolo. È stato infatti respinto il ricorso di un cittadino contro Acea Ato5, condannando lo stesso utente a pagare le spese processuali per la cifra di 500 euro. A decidere il giudice di Pace di Anagni Ornella Bonanni, con la sentenza numero 74/2015. Respinto il ricorso presentato da un cittadino contro Acea Ato 5 che, tra le altre cose, chiedeva di dichiarare illegittima la sostituzione del contatore di casa, da parte dei tecnici di Acea, avvenuta in sua assenza, nonché la restituzione degli importi di nolo contatore e manutenzione addebitati negli ultimi cinque anni (quantificati in 100 euro).

La causa Il gestore idrico era stato citato in giudizio da un utente che aveva ritenuto illegittimo l’intervento sul misuratore.
Il giudice di pace ha confermato la correttezza dell’operazione e condannato il ricorrente al pagamento delle spese per 500 euro.


Le richieste dell’uomo in realtà erano anche più articolate visto che egli contestava anche l’addebito degli importi in fattura (perché a suo dire calcolati con una tariffa più alta rispetto a quella prevista con aumento del 40% senza avvisi di cambio) e dunque la restituzione di 500 euro come maggiore somma illegittimamente riscossa dalla società. L’uomo ha chiesto quindi di condannare Acea Ato 5 al pagamento di una somma pari a 30 euro per il contatore di proprietà, a suo avviso illegittimamente sostituito, e di obbligarla alla restituzione degli importi di nolo contatore e manutenzione addebitate negli ultimi cinque anni.

Non solo: l’ultima istanza era quella di annullare la fattura relativa al periodo di sostituzione del vecchio contatore, avvenuta nel luglio del 2010, senza che il proprietario fosse presente, perché impossibilitato a verificare la correttezza degli importi addebitati. Acea Ato 5, nel procedimento è stata difesa difesa dagli avvocati Pasquale Cristiano e Giusi Caminiti. Dal canto suo, in primis ha dimostrato la legittimità della tariffa. Poi ha altresì dimostrato la legittimità della sostituzione unilaterale del contatore, così come del resto previsto dall’articolo 14 del regolamento idrico. Il giudice dunque ha respinto tutte le diverse istanze dell’uomo, compresa la domanda di rimborso della voce “nolo contatore” e quella di risarcimento della fattura relativa al periodo intercorso durante la sostituzione del contatore perché l’utente non ha saputo dimostrare un consumo diverso rispetto al consumo storico.

Nel procedimento
l’Ato 5 è stata difesa
dagli avvocati
Pasquale Cristiano
e Giusi Caminiti.

Non solo, per l’uomo oltre al danno la beffa: il giudice, oltre a rigettare tutte le richieste, l’ha anche condannato al pagamento delle spese di giudizio, 500 euro, oltre a spese generali, iva, ecc. Tutto ciò a dimostrazione di quanto non sempre sia opportuno ed economico per l’utente avviare liti e contenziosi legali, specie se, come nel caso in questione, oggetto del contendere sono somme relativamente modeste. Acea Ato 5 in tal senso rinnova la propria disponibilità a venire incontro al cittadino-utente per cercare, tramite i propri funzionari, di chiarire tutto ciò che in fattura dovesse risultare oscuro ed, eventualmente, di concordare insieme piani di rateizzazione per il pagamento di quanto dovuto».

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