Il flop della “domenica ecologica”, e le saracinesche che continuano a chiudere senza che alcuno risponda agli inviti “affittasi”, non sono un fenomeno soltanto anagnino, però “mal comune, mezzo gaudio” non giustifica il terribile momento per la piccola imprenditoria della città dei papi.

Dopo il colpo di maglio inferto dall’apertura dei centri commerciali, sembrava aprirsi uno spiraglio per i “piccoli ma buoni” che coraggiosamente resistevano; pian piano, anche i più coriacei stanno capitolando, e se quanto accade non può essere addossato completamente alla politica, sicuramente un po’ di colpa è addebitabile a chi non apre tavoli di confronto e di proposta.

Fin dal 2001 la speciale Commissione Commercio che prima di allora si riuniva periodicamente, sembra essere stata cancellata, e di certo non è la convocazione della Commissione consiliare commercio, col parere obbligatorio ma non vincolante per le decisioni consiliari, che possa sostituirsi all’operato di esperti. Le stesse iniziative stagionali, dai festeggiamenti patronali ai periodi festivi, vengono gestite dalla camera di regia di Palazzo d’Iseo, senza confrontarsi.

Riesce difficile comprendere come possa, un politico con incarichi gestionali, trascurare l’apporto di chi trae sostentamento e soddisfazione non solo materiale dalla buona riuscita di eventi; sindaco, assessori, consiglieri e tutta l’amministrazione avrebbero solo da guadagnare sedendosi attorno ad un tavolo e discutendo del da farsi con chi possieda esperienza specifica.

L’anno appena trascorso, sicuramente col supporto di cause esterne e generali, ha segnato il flop per troppe manifestazioni: il Palio di San Magno, nonostante il sacrificio di parrocchiani e figuranti, ha visto poco pubblico; i mercatini sembrano il passatempo dei bambini di contrada, sia come espositori che come visitatori; lo sport, in barba a squadre e sodalizi bravi e preparati, vede solitamente un numero di spettatori inferiore ai giocatori in campo, tale da scoraggiare chiunque e da rendere impossibile un pubblico impegno finanziario rispetto alle strutture. Il binomio turismo-commercio, tanto declamato, necessita di studio e organizzazione. Non tutto è perduto, ma occorre recuperare in fretta.