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Domenica 04 Dicembre 2016

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Migranti dai vocazionisti, in città esplode il dibattito

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Migranti dai vocazionisti, in città esplode il dibattito

Anagni

Immigrati in arrivo? E scoppia il dibattito in città tra chi chiede conferme, chi smentisce e chi precisa. I migranti andrebbero ospitati all’edificio dei Vocazionisti dove si stanno effettuando dei lavori. E subito la notizia ha iniziato a fare il giro della città con il web che è letteralmente esploso.

Tutto è nato dopo l’allaccio dell’energia elettrica effettuato nei giorni scorsi, e dei lavori programmati in fretta e furia per l’adeguamento dell’impianto fognario, con addirittura un sistema di sollevamento. Interventi finalizzati per accogliere un numero imprecisato di profughi provenienti dall’Africa. Questo almeno è trapelato. L’Istituto di proprietà dei Padri Vocazionisti (con sede in Napoli) in via della Sanità, e secondo i bene informati messo a disposizione della cooperativa di Alatri che sarebbe fiduciaria della diocesi e di altri enti, potrebbe ospitare in tempi brevi i migranti.

I commenti

Daniele Natalia, leader dell’opposizione consiliare, si dice «rammaricato per il atto che il sindaco Bassetta non parli di certi fatti, dopo aver dato precise garanzie sull’analisi preventiva da fare insieme su fatti importanti riguardanti la città, e questo lo è sicuramente». Da parte dell’autorità del governo cittadino giunge una breve ma precisa nota. «L'amministrazione comunale da par suo smentisce l'arrivo ad Anagni di altri rifugiati, come dichiarato del resto dal Prefetto di Frosinone. È poco responsabile diffondere notizie infondate su un tema così delicato».

Marco Toti della Caritas interpellato sulla questione chiarisce. «Da anni le Diocesi stanno mettendo a disposizione le proprie strutture per le varie ospitalità. Questi lavori rientrano per queste finalità. Ricordo che il comune di Anagni insieme a Supino, Alatri e Frosinone ha aderito al progetto “Sprar” (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti) con atti ufficiali. Il progetto, al di là di altre realtà che già ospitano dei migranti o senza dimora, prevede in luoghi riqualificati la possibilità di poter ospitare senza dimora o migranti nel numero di 42 unità da dividere nei quattro comuni».

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