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Chiesa come set pubblicitarioL'ira del parroco e dei cittadini
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Chiesa come set pubblicitario
L'ira del parroco e dei cittadini

Anagni

La chiesa del cimitero scelta come “set” per una campagna pubblicitaria di una nota palestra di Anagni ha scatenato l’ira di una collettività intera alzando un polverone di polemiche.

La foto inquisita ritrae modelli e modelle in abiti talari e con tanto di tacchi alti in posa plastica con la bibbia tra le mani e sullo sfondo l’altare in primo piano con la statua della Madonna del Viano che conferisce il nome all’omonima chiesa. Un luogo consacrato, una chiesa molto antica ed eretta a margine del cimitero e che nella immagine collettiva resta il simbolo religioso del riposo eterno. I volantini della campagna pubblicitaria, con ritratta questa immagine, hanno fatto in breve il giro del paese e sono stati distribuiti in lungo e largo anche ad Anagni. L’autore è un giovane ragazzo di Sgurgola, Valentino Faraoni, noto per le sue foto artistiche realizzate per passione. Ingaggiato dai titolari della palestra ha scelto i luoghi più belli del paese compreso quello religioso in tema con la scelta del messaggio pubblicitario ricercato e giocato sul doppio senso: «Lasciati tentare». Una folta schiera di parrocchiani hanno protestato ed il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta è rimasto scioccato dall’accaduto chiarendo di non sapere niente in merito: «Sono rimasto sconvolto dalle immagini che ho visto – afferma Don Agostino, 75 anni, parroco del paese da più di quarant’anni- Un volantino goliardico mostratomi dai parrocchiani che scimmiotta la nostra chiesa. Se l’avessi saputo non avrei mai accettato una cosa del genere. Un luogo sacro non può diventare oggetto di una campagna pubblicitaria. Sono profondamente indignato». Il luogo in questione è di proprietà del comune. Il primo cittadino dopo aver saputo quanto accaduto ha convocato i titolari della palestra presso il suo ufficio all’interno del Palazzo Comunale per avere chiarimenti. Una lunga chiacchierata avvenuta ieri e conclusasi con una richiesta di perdono per quanto accaduto: «Il titolare della palestra mi ha chiesto scusa – afferma il primo cittadino - ammettendo di aver superato il limite ma senza voler nuocere a nessuno. Alla fine ho accettato le scuse anche se ho sottolineato la mia indignazione». Sorpreso della reazione dei compaesani l’autore delle foto: «Non volevo fare un torto a nessuno – dichiara Valentino Faraoni - perché qui siamo tutti rispettosi della religione cattolica. Si tratta di foto artistiche e non volgari. Lo scopo era quello di fare pubblicità oltre che alla palestra anche al paese e ai luoghi spesso poco conosciuti del nostro borgo. Valorizzarli». Alla fine le scuse dei titolari della palestra hanno lasciato comunque l’amaro in bocca nella comunità. «Quelle foto ormai hanno fatto un giro enorme. Le scuse non bastano – conclude il parroco – il luoghi sacri vanno rispettati e onorati».

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