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Tredicenne molestata dall'amico di famiglia
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Tredicenne molestata dall'amico di famiglia

Anagni

Lui, vicino di casa e amico di famiglia, diventa il terrore di una ragazzina tredicenne. Stati di ansia, nervosismo, paura che da alcuni mesi i familiari avevano notato nella piccola, non riuscendo a capire da cosa scaturisse il cambiamento di atteggiamenti e umore. Con l’aiuto della sorella maggiore, che è riuscita a farsi raccontare fuori quei momenti che ora vorrebbe solo dimenticare, è emersa una storia terribile. E orribile. La tredicenne, infatti, sarebbe stata vittima di particolari ed eccessive “attenzioni”di quello che chiamava «zio».

Una storia su cui stanno facendo luce gli inquirenti, raccogliendo testimonianze ed elementi utili a definire i contorni della vicenda. Ad essere indagato è un sessantatreenne di Anagni: l’accusa è quella di violenza sessuale a seguito della denuncia presentata dal padre e dalla madre della ragazzina. La vicenda ha destato scalpore in alcuni vicini che mai avrebbero pensato a un retroscena del genere. La storia è venuta alla luce lo scorso 21 luglio quando, su segnalazione della sorella maggiore, vengono portati all’attenzione strani cambiamenti d’umore della piccola.

Atteggiamenti riscontrati già da qualche tempo, con risposte brusche, manifestazione di volontà a non seguire la famiglia nelle gite fuori porta. Ad un certo punto la tredicenne trova il coraggio di confidarsi con la sorella e le racconta le attenzioni ricevute dal vicino e amico di famiglia. Il primo episodio si sarebbe verificato durante una gita in Umbria, qualche mese fa, quando aveva subito baci sulla bocca estorti con la forza. Episodi che si sarebbero ripetuti almeno altre due volte. La diciannovenne, ascoltati i racconti della sorella, ha subito raccontato tutto ai genitori. I quali, inorriditi, hanno cercato di capire cosa fosse accaduto.

La ragazzina ha trovato la forza di esprimere quello che da mesi la tormentava e si è sfogata con un lungo pianto liberatorio. In un primo momento aveva anche pensato che potesse aver frainteso, ma nei successivi episodi i baci dello «zio» sarebbero stati ancora più morbosi e insistenti.

Un racconto avvalorato anche dai ricordati della sorella maggiore di particolari frangenti della gita fuori porta, dove in alcuni momenti la tredicenne si è ritrovata sola con l’uomo. È stata inviata, dunque, l’informativa alla Procura della Repubblica e sono stati ascoltati testimoni. Indagini serrate da parte dei carabinieri e sulle quali vige, al momento, il massimo riserbo.

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