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L'ingresso delle Terme di Fiuggi

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Terme, ora parlano i sindacati. La dura risposta di Cgil, Cisl e Uil

Fiuggi

«Adesso rispondiamo noi. Mentono sapendo di mentire», inizia così il comunicato stampa diffuso ieri da Cgil, Cisl e Uil delle Terme di Fiuggi in risposta al manifesto pubblicato nei giorni scorsi da alcuni lavoratori licenziati.

«Gli autori del manifesto sanno bene che il sindacato si è opposto con ogni mezzo ai licenziamenti con tanto di verbali di mancato accordo alla Regione Lazio. I signori che hanno scritto il manifesto anonimo perché non hanno neanche il coraggio di firmarsi, però non dicono che molti di loro nel 2008 votarono l’accordo che prevedeva la riduzione di personale ed un minuto dopo erano dagli avvocati per impugnarlo. Abituati come sono a risolvere le questioni di lavoro con i giudici, tant’è vero che la carriera di alcuni di loro è piena di vertenze e di soldi non restituiti all’azienda Atf partecipata dal Comune.

Mentono anche quanto dicono che l’azienda, non ha offerto loro sei mesi di lavoro e 5 mila euro come a tutti i colleghi, questo prima che uscisse la sentenza in Corte di Appello di Roma che annullava ogni loro pretesa. Nonostante l’azienda li avesse convocati ed alcuni di loro che non si sono presentati all’appuntamento. Gli stessi che nel 2014 rifiutarono 18 mila euro a titolo di risarcimento più sei mesi di lavoro e dieci mensilità arretrate, facendo fallire la precedente società».

Una replica durissima quella dei sindacati. «Mentono – prosegue il comunicato stampa - anche quanto dicono che chiedevano solo più mesi di lavoro. Non è vero, non sono riusciti a formulare una richiesta congiunta e molti di loro pretendevano risarcimenti intorno ai 150 mila euro più le spese legali che moltiplicati per 46 lavoratori fa quasi 7 milioni di euro, il fallimento dell’azienda, perché questo loro volevano, colpire il Sindaco di Fiuggi attraverso l’azienda, una follia a danno dell’intera città.

Mentono anche quando asseriscono che lo stesso sindaco non aveva mai annunciato riduzioni dei mesi di lavoro. Spieghino ad una città intera cosa dovrebbero fare 70 lavoratori dentro le Terme nel periodo invernale quanto piove o c’è neve? Tutto questo mentre potevano tranquillamente far ricorso agli ammortizzatori sociali (Aspi). Di quali dignità parlano questi signori? Quella di voler impedire a dei colleghi di sottoscrivere liberi accordi in piena coscienza ed autonomia? Oppure quella di chiedere la testa dei colleghi lavoratori in cambio dell’accordo? Infatti ieri come oggi altro non hanno saputo fare che iniziare nuove cause di lavoro a spese delle comunità fiuggina, bloccando tra l’altro i soldi dei lavoratori presso il Tribunale di Velletri. Qual è la loro moralità? E la loro dignità? Giudicare chi lavora e tenta di salvare la propria azienda?».

Una nota quella di Cgil, Cisl e Uil delle Terme che di certo farà discutere aprendo forse un nuovo scenario di scontro in città.

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