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Sabato 10 Dicembre 2016

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Vendita dell’ex polveriera. Il deputato del M5S Frusone scrive al Ministro

Una veduta dell'ex polveriera di Anagni

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Ex Polveriera in vendita, il bando va deserto

Anagni

Nessun interesse per la ex Polveriera. Il laconico annuncio del sindaco Bassetta. «Non è pervenuta alcuna manifestazione di interesse per l’acquisto dell’area». Fausto Bassetta, in occasione dell’incontro per il Sin, ha comunicato quello che era nell’aria, e soprattutto nelle aspettative dei contrari alla iniziativa immobiliare del Comune. Con una caparbietà che farebbe onore se utilizzata per altri scopi, l’amministrazione pur bersagliata dai pareri contrari di associazioni e sodalizi vicini alla posizione politica della maggioranza, aveva tirato dritto. Le reiterate dichiarazioni «siamo ingessati, se non si vende subito sarà bancarotta», unico argomento che accomuna la Giunta a “La Rete” di Ambrosetti, non sono bastate a convincere chi considera i 287 ettari un tesoro da salvaguardare, ed il flop è un duro colpo per chi non potrà fingere che non sia accaduto nulla. L’iter per la vendita era stato avviato l’11 aprile scorso con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, seguito a ruota (18 maggio) dalla conferenza stampa tenuta in pompa magna nella sala della Camera dei Deputati. Partiti, movimenti ed associazioni avevano tuonato contro quella operazione, considerata un gesto di arroganza compiuto contro il volere della stragrande maggioranza dei cittadini. I fatti, ad oggi, hanno smentito l’operato dell’amministrazione, un tentativo di alienazione costato pure bei soldoni. Con le parole di Retuvasa «il sito ha tutte le carte in regola per svolgere la funzione  di polo di aggregazione ricreativo-culturale-naturalistico per la popolazione. Limitrofa alla stazione di Anagni, potrebbe essere facilmente raggiunta da un bacino d’utenza molto ampio. Vi si potrebbero realizzare piste ciclabili e percorsi pedonali didattici, naturalistici e sportivi. Parte delle  infrastrutture ex militari, che occupano modeste cubature, potrebbero essere valorizzate in termini di stand educativi, anche di archeologia industriale. Si potrebbero inoltre sollecitare presenze culturali e di ricerca di varia tipologia, universitaria, associazionistica, ecc. Organizzare eventi e spettacoli open air, cinematografici, teatrali, musicali. E molto altro. L’acquisto di un’area così ampia per soli 6 milioni di euro è stato, allora, un grande affare per la comunità anagnina. La scelta dell’attuale Amministrazione comunale di passare addirittura alla vendita dell’area ci sembra del tutto insensata».

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