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Querelle per i letti d'ospedale, Sarra:
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Riavere il Pronto Soccorso, a chiederlo l'area nord

Anagni

Si è tenuto mercoledì, un incontro al comune di Anagni tra le associazioni che si occupano di sanità, i sindacati, il dottor Massimo Natalia coordinatore del presidio sanitario di Anagni e il dottor Fabio Roiati, consigliere comunale con delega alle Politiche sanitarie.

L’incontro si è reso necessario per un aggiornamento alle associazioni su quanto discusso e pianificato nella riunione dei sindaci avvenuta a Piglio lo scorso 7 giugno.
Il dottor Roiati ha ripercorso il travagliato percorso dell'ospedale di Anagni chiuso nel novembre del 2012, nonostante il ricorso al Tar da parte di un gruppo di cittadini e una sentenza favorevole del Consiglio di Stato. Nell’ottobre del 2013 il dottor Roiati incontrò presso la Regione Lazio i rappresentanti della Cabina di Regia Sanità e propose un modello di ospedale per intensità di cura sede di Pronto Soccorso, simile a quello che si richiede oggi, ma gli fu chiesto di presentare un progetto che ottimizzasse il lavoro del personale presente e dei servizi ancora in funzione, questo a causa del piano di rientro economico della Regione, che non avrebbe in quel momento permesso investimenti economici con blocco delle assunzioni in un Ente commissariato. Il 6 agosto 2014, nella riunione tra i sindaci del territorio e la cabina di regia sanità, avvenuta presso la regione Lazio, Roiati presentò un progetto redatto con altri colleghi medici, poi recepito ed inserito nell’atto aziendale della Asl. In questo modo si poteva incominciare a riportare all’interno del presidio una degna offerta sanitaria, da cui ripartire per farlo ritornare ad essere un riferimento per l’intera area nord della provincia. Nella riunione a Piglio è stato fatto presente ai sindaci che le condizioni economiche della Regione Lazio sono mutate e che «si torna ad investire in sanità a partire dalle aree più critiche», come più volte asserito dalla Regione. Ospedali come Monterotondo, Subiaco e Acquapendente, strutture non chiuse come l’ospedale di Anagni, ma oggetto di chiusura e/o notevole ridimensionamento in base a quanto all'epoca stabilito dal Dca 80/2010, ricevono nel 2016 finanziamenti regionali per un miglioramento dell’offerta sanitaria ai cittadini. Pertanto ora verrà redatto un documento unico di tutti i consigli comunali dei centri che fanno riferimento al presidio di Anagni, in cui si chiede il riconoscimento giuridico della struttura come presidio ospedaliero di area disagiata per crisi economico-sociale-sanitaria ed ambientale (area inclusa nel Sin), con delle caratteristiche organizzative ben precise che permettano la riapertura di un Pronto Soccorso.

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