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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Terme e gol, la Corte d'Appello di Roma
decide per le vertenze separate

L'ingresso delle Terme di Fiuggi

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Terme e gol, la Corte d'Appello di Roma
decide per le vertenze separate

Fiuggi

La Corte di Appello di Roma presieduta dal presidente Ermanno Cambria, ha rigettato l’istanza di riunificazione delle vertenze di lavoro, avanzata nei mesi scorsi dalla Società Terme di Fiuggi Spa & Golf, precedente gestore delle Terme di Fiuggi ormai fallita e per conto della quale in giudizio si era costituito il curatore fallimentare.

Il che tradotto in parole povere sta a significare che i tempi per la sentenza in appello sono destinati ad allungarsi. Visto che nei prossimi mesi le cause di lavoro che vedono interessati quarantasei lavoratori licenziati nel marzo 2008 dall’allora gestore Fiuggiterme srl controllata dall’ex Consorzio Gaia, anch’essa in liquidazione innanzi al Tribunale di Velletri e nell’estate scorsa riassunti con sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Frosinone, dovranno essere discusse in Appello da diverse sezioni come da assegnazione in ruolo, per poi essere giudicate in unica camera di consiglio. Nel frattempo però i lavoratori in riferimento sono tornati sul libro matricola della municipalizzata Acqua e Terme Fiuggi con contratto di lavoro a tempo indeterminato in applicazione dell’art. 79 della legge fallimentare e del 2112 del codice civile (trasferimento ramo d’azienda), così come sostengono almeno cinque studi legali che assistono gli stessi lavoratori. Il Comune di Fiuggi e la stessa Acqua e Terme più volte hanno ribadito la necessità di raggiungere un accordo a saldo e stralcio con gli stessi lavoratori visto anche l’enorme mole finanziaria che “balla” intorno alla intera vicenda. Se le tesi dei legali dei lavoratori dovessero trovare conferma, allora l’attuale gestore termale potrebbe trovarsi esposto ad una azione risarcitoria che ormai super i sette milioni di euro.
Tesi questa sembrerebbe non condivisa in diritto dal Comune di Fiuggi e dal gestore termale per la parte che riguarda il titolo e quindi in capo a chi ricadrebbe il risarcimento in favore dei lavoratori. Certo è che un accordo tra le parti, ieri come oggi, resta di gran la soluzione migliore. Di aziende fallite Fiuggi ne ha contate molte e a rimetterci sono tutti. Senza distinzione di sorta.
Trattandosi poi nella fattispecie delle Terme e dell’imbottigliamento ad uscirne con le ossa rotte sarebbe l’intera economia cittadina. Sono questi i momenti in cui i rancori personali e le divisione politiche debbono per forza di cose cedere il passo alla ragionevolezza.

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