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Martedì 06 Dicembre 2016

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Albergatori in crisi nera puntano sugli immigrati
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Albergatori in crisi nera puntano sugli immigrati

Fiuggi

«Un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova o se volete: “A volte ritornano”, nella fattispecie da giorni si fa un gran parlare delle iniziativa di diversi albergatori di Fiuggi che pare si siano messi seriamente a flirtare con il Ministero degli Interni al fine di mettere le loro strutture a disposizione degli extracomunitari che continuano a bussare alle frontiere di tutta Europa. Cominciamo quindi con il dire che non ce la sentiamo di tirare la croce addosso a degli operatori economici che da mesi hanno ampiamente superato la soglia della disperazione, e da pieno titolo hanno varcato quella della rassegnazione.

Perché quando sei costretto a mettere a disposizione il frutto del lavoro di tutta la tua vita e dei tuoi antenati al prezzo di 37 euro al giorno, in pensione completa, a gente disperata che fugge dalle guerre in alternativa all’Agenzia delle Entrate quindi Equitalia, allora capisci che tutto è possibile anzi inevitabile. 

Così si giustificano anche le dichiarazioni di un noto albergatore locale: «Dimmi tu cosa debbo fare, sono ormai alla frutta non ce la faccio più a pagare tasse e fornitori. La notte non dormo più e vivo nel terrore che nei prossimi mesi il mio albergo possa finire venduto in qualche asta giudiziaria. Chi se ne frega di Fiuggi, del termalismo e del turismo». Eccoci quindi alla resa dei conti innanzi ad uno spaccato drammatico da noi anticipato già diversi anni fa, dove chi di competenza, politica locale in testa, non ha saputo e non sa trovare le giuste soluzioni ad un fenomeno ormai destinato a travolgere tutto e tutti, flotte di extracomunitari a parte.

Con la speranza che qualche scienziato di turno non venga a tirare fuori questioni legate al razzismo, perché siamo assolutamente convinti che per un continente come l’Europa, che conta 500 milioni di abitanti, ospitare un milione di disperati in fuga dalle guerre sia assolutamente possibile, giusto e doveroso. Trovare soluzioni alla disperazione che ormai ogni giorno ci rimbalza dentro casa con i mezzi di comunicazione, è un atto dovuto in linea con la Convenzione di Ginevra.

Altra cosa è però immaginare Fiuggi Fonte invasa da centinaia di disperati in attesa di una vita migliore. Perché questo, con le dovute proporzioni, altro non farebbe che aggiungere disperazione alla rassegnazione, e vallo a spiegare a quei pochi turisti che ancora credono in Fiuggi ed al suo termalismo. Questo con buona pace di quegli amministratori che continuano a dormire il sonno dei giusti.

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