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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Eurozinco: come muore un'altra eccellenza, licenziati tutti gli operai
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Eurozinco: come muore un'altra eccellenza, licenziati tutti gli operai

Anagni

Chiude anche l’Eurozinco, fino a qualche tempo fa azienda leader nella zincatura. Un’altra mazzata per il territorio dell’area nord che già vive tantissime crisi industriali con migliaia di posti di lavoro persi.

La notizia era nell’aria ma adesso è ufficiale. Dal 24 luglio i settantacinque operai andranno in mobilità, l’accordo è stato sottoscritto oggi tra l’azienda e le rappresentative sindacali. A non firmare soltanto la Fiom e la Cisal. E proprio il segretario provinciale della Cisal Metalmeccanici Massimo Arilli è molto amareggiato. «Ci abbiamo provato fino alla fine a salvare i posti di lavoro, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Alla fine si è arrivati alla mobilità, un accordo che nè noi della Cisal e della Fiom abbiamo sottoscritto. Questo però non cambia l’esito finale». Una giornata drammatica quella di oggi, prima l’assemblea nella mattinata presso la sede dello stabilimento con gli operai, poi l’incontro nel pomeriggio tra i sindacati e i rappresentanti dell’azienda. Alla fine è stato stilato un verbale, dietro il quale, dopo la cessazione della cassa integrazione, si avvierà la procederà di mobilità. In soldoni i licenziamenti.
Alcuni stralci dell'accordo. «L’azienda procederà a porre in essere il licenziamento collettivo della totalità delle unità lavorative in forza, pari a 75 lavoratori dipendenti. La Eurozinco Spa si impegna a presentare nei prossimi giorni una proposta concordataria di tipo liquidatorio e pertanto tutto il personale dipendente è dichiarato eccedente». La situazione è precipitata, ha ricordato l’azienda, “in quanto il contesto di crisi aggravato dagli eventi imprevisti delle ultime settimane, rendono impossibile la ripresa dell’attività produttiva sia direttamente che indirettamemnte anche in considerazione del fatto che la Irpinia Zinco nonostante l’accordo non ha inteso dare seguito alle raggiunte intese di affitto e successiva acquisizione del ramo Euro1 che avrebbe previsto l’assorbimento di 52 unità lavorative”. il verbale poi prosegue su altri punti, ma quello che conta è che alla fine settantacinque persone hanno perso il loro posto di lavoro. Anni di battaglie e trattative non sono bastati, un altro stabilimento chiude. Con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista sociale!

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