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Licenziamenti all'Eurozinco: domani è il giorno della verità
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Licenziamenti all'Eurozinco: domani è il giorno della verità

Anagni

Domani l’atteso vertice con l’azienda per cercare di scongiurare i 75 licenziamenti all’Eurozinco, e Massimo Arilli segretario provinciale della Cisal Metalmeccanici torna sulla questione.

«Domani è il giorno dell’incontro con la società Eurozinco Spa di Anagni e i sindacati per l’esame congiunto, come previsto dalla procedura di legge per i licenziamenti collettivi dei lavoratori. La posizione della Cisal metalmeccanici in merito a tale procedura è una posizione estremamente chiara, posto che rispetto a 75 licenziamenti va ricercata ogni possibile alternativa per salvaguardare i posti di lavoro. Noi come Cisal riteniamo la procedura di mobilità irricevibile e improcedibile». Insomma viene ribadita una posizione già annunciata giorni fa.
Il no ai licenziamenti della Cisal
«Innanzitutto - prosegue Arilli - i lavoratori sono a carico Inps con la Cigs autorizzata dal ministero del lavoro fino ad agosto 2016, quindi non c’è nessuna urgenza per discutere di licenziamenti. Inoltre c’è una manifestazione di interesse da parte della Cooperativa Zincatori Laziali (costituita anche da oltre 13 dipendenti Eurozinco), che è disposta dopo aver effettuato la “due diligenze” a concretizzare la proposta per rilevare la gestione del ramo d’azienda e il riassorbimento del personale necessario. La società deve chiedere al tribunale fallimentare di Frosinone una proroga di almeno 3 mesi per esaminare le nuove offerte di acquisizione delle attività, così come ha già fatto in occasione della trattativa con Irpinia Zinco srl poi rivelatasi un bluff!»
L’appello del sindacato
«È fondamentale per la Cisal preservare il patrimonio aziendale con riferimento alla materia prima, lo zinco stoccato in appositi contenitori, senza il quale si vanificherebbe ogni possibilità di riavviare le attività produttive. La Cisal, rivolge un appello a tutti i sindacati e alla Rsu di stabilimento, affinché si utilizzino tutti i giorni previsti dalla legge per esperire la procedura di mobilità, ovvero 75 giorni, coinvolgendo l’assessorato al lavoro della Regione Lazio con l’obiettivo di trovare una soluzione occupazionale ai 75 lavoratori e scongiurare i licenziamenti».

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