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Soppressione corse Cotral: la rivolta dei sindaci del nord

Provincia

I sindaci dei comuni del nord Ciociaria si coalizzano per contestare i nuovi orari e il taglio delle corse festive del Cotral, che non pochi problemi sta creando ai tantissimi utenti del servizio pubblico di trasporto regionale.

I sindaci dei comuni di Fiuggi, Acuto, Piglio, Trevi, Filettino e Serrone hanno sottoscritto una lettera inviata al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, all’assessore alla mobilità on. Michele Civita, e per conoscenza al consigliere regionale Mauro Buschini. Nella missiva vengono evidenziate le criticità di tale provvedimento. «Il 7 gennaio sono partiti i nuovo orari dei bus Cotral. Con rammarico abbiamo notato una notevole riduzione delle corse nei fine settimana e nei festivi. Il diritto alla mobilità è, come ben sapete, sancito in costituzione e negli ordinamenti della comunità europea; limitarla è limitare la libertà di movimento dei propri cittadini. Cosa ancora più grave è leggere, sul sito della società Cotral Spa, che si avvia un processo di razionalizzazione per rendere più efficienti le corse dal lunedì al venerdì e - riportiamo testualmente – “ponendo la massima attenzione alle esigenze degli utenti che quotidianamente fruiscono dei mezzi per spostamenti essenziali: scuola e lavoro”.

Un principio che introduce una discriminante, intanto nel servizio pubblico, che non dovrebbe fare distinzioni nell’utenza, e poi nei lavoratori e studenti, dando per scontato che chi lavora o chi si muove per rientrare nelle sedi universitarie o a casa nel fine settimana, siano lavoratori e studenti si serie z. Questo territorio non accetta la politica dei tagli al trasposto pubblico. Negli ultimi due anni, sotto la definizione riordino Tpl, questi territori hanno già subito una riduzione dei chilometri dei propri servizi urbani, e subire quest’ulteriore penalizzazione alimenta una crisi già molto forte in questo territorio. È chiaro che questi continui tagli ci prospettano un futuro senza mobilità, e quindi, anche le unioni dei comuni che la Regione ci ha spinto a fare in questi ultimi due anni, non hanno prospettive se non si capisce dove vengono reinvestiti i chilometri tagliati ai trasporti locali e a quelli regionali. Chiediamo una convocazione urgente».

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