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Casa parto: apertura tra veleni Il sindaco Morini: è tutto falso

Il sindaco di Alatri Morini

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Morini e le grandi sfide per il 2016

Alatri

Il sindaco Giuseppe Morini nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, traccia un consuntivo generale del suo mandato e guarda al 2016, l'anno delle elezioni comunali. Lo stato di salute delle casse pubbliche è l'argomento con cui il sindaco apre il dialogo. Viene ribadito il concetto che le sofferenze di cui parlano le opposizioni non sono tali.

«Il nostro Ente gode di buona salute. E questo non lo dice il sindaco, lo dicono prima di tutto i revisori dei conti che hanno dato parere favorevole ad ogni nostra operazione di bilancio, sia di previsione che di variazione e di assestamento o di rendiconto. È vero, continuano a raccomandare prudenza, continuano ad evidenziare l'ormai endemica difficoltà di cassa, ma mai hanno faticato a dare l'ok sulle nostre scelte e previsioni, a comprendere e condividere il lavoro faticoso di risanamento che stiamo portando avanti». E gli allarmismi diffusi da mesi a questa parte? «Non sono affatto veritieri e fondati. Derivano forse dalla maliziosa ed errata interpretazione di quel fenomeno ormai quasi istituzionalizzato dal 2010 in poi, che si chiama anticipazione di cassa». E conclude: «Il bilancio si è chiuso sempre in pareggio». Il primo cittadino passa ad elencare quelli che definisce punti di forza della propria azione amministrativa. Innanzitutto i risultati della raccolta differenziata che, con una percentuale del 72%, pongono Alatri tra i comuni più virtuosi di tutto il centro Italia (“E per questo non posso che ringraziare i miei concittadini”). Quindi un elenco di opere pubbliche completate che, per Morini, assume ancor più valore se commisurato alla ristrettezza delle risorse economiche a disposizione: come dire, quasi un miracolo. E lo stesso sindaco dice che «Pur sapendo di non aver fatto abbastanza, abbiamo fatto tutto quanto era possibile fare per la nostra Alatri. E continueremo a farlo con impegno immutato». Ergo, si pensa alle elezioni in programma tra sei mesi. «Mi aspetto di essere riconfermato. Anche per portare avanti e concludere il lavoro avviato. Ho tre sogni nel cassetto...». Quali? «L'acquisizione dello stabile del vecchio ospedale di Piazza Regina Margherita. L'acquisizione dell'area delle Fraschette. Il completamento del cimitero». E chiude l'anno riproponendo quello slogan sulla rinascita di Alatri che tanto bene gli portó nel 2011: «Avevo promesso a questa città che l'avremmo fatta rinascere. Con questo nuovo impulso impresso all'azione amministrativa e con i risultati conseguiti, mi pare proprio di esserci riuscito in tutti i settori. E mi sembra evidente che questa nostra città sia davvero rinata». Il resto ce lo diranno le elezioni. Auguri.

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