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Martedì 06 Dicembre 2016

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Reparto di Ostetricia e Casa del Parto

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Casa della Maternità
La Fials ne chiede la chiusura

Alatri

La Casa della Maternità va chiusa, la clamorosa richiesta viene fatta dalla Fials con il segretario regionale e provinciale Francesco D’Angelo, che tramite lo studio legale dell’avvocato Giuseppe Tomasso ha scritto una lettera al presidente della Regione Lazio Zingaretti, alla manager dell’Asl Mastrobuono, al Prefetto ed al sindaco di Alatri Giuseppe Morini.

La missiva e le accuse
«Che sarebbe stato un grande bluff, molti se ne erano subito accorti, oggi tutti ne hanno la conferma. La Casa della Maternità di Alatri non solo non può funzionare ma è necessario che ne venga disposta la chiusura a tutela dell’utenza e dello stesso personale medico e del comparto, che è stato obbligato dal management aziendale e dalla direzione sanitaria ospedaliera, a dare esecuzione e funzionalità ad una idea di pe sé buona ma con un assetto logistico ed organizzativo impraticabile, e che contrasta con quanto regolamentato e prescritto in sede regionale. Innanzitutto, il servizio si regge sulle reperibilità h24 a totale carico del personale della Ginecologia di Frosinone che, quindi, nel mentre è in servizio, è contemporaneamente collocato in reperibilità per la C.M. e ciò vuol dire che nel caso di necessità il dirigente medico e l’ostetrica devono abbandonare il reparto e recarsi con la propria autovettura presso la sede di Alatri che dista ben oltre i 3/5 Km prescritti dalla Regione (impiegando anche oltre 30min, considerando l’abbandono del posto, la viabilità, i tempi di vestizioni/svestizione) ed anzi proprio tale distanza non garantisce affatto la sicurezza, tant’è che nel caso che subentri una qualsiasi complicazione, nonostante la presenza del medico ed ostetrica, per l’assistenza, la paziente deve essere trasferita comunque a Frosinone. Per assicurare la presenza alla Casa della Maternità può anche capitare che a Frosinone possano rimanere una o due ostetriche del tutto insufficienti nel caso di urgenze, affatto improbabili, visto il numero di parti allo Spaziani. Non solo. Il personale medico in servizio a Frosinone è chiamato a svolgere un orario continuato sino a 36/48 ore continuative (sommando servizio, guardie e reperibilità alla C.M. Alatri) con quanto ne consegue in termini di efficacia ed efficienza degli interventi. Neppure se lo si fosse voluto fare intenzionalmente, si poteva ipotizzare un tale assetto organizzativo/logistico».
Dipendenti a rischio
«Al paradosso se ne aggiunge un altro, atteso che, per assicurare la reperibilità presso la Casa della Maternità di Alatri, non verrebbe, poi, espletata presso la Ginecologia di Frosinone per cui in caso di urgenza si dovrebbe chiamare (solo) il responsabile del reparto, non esistendo altri ‘reperibili’. Tale situazione non è addebitabile al personale dirigenziale medico ed alle ostetriche, perché il problema è a monte ed attiene proprio all’apertura della Casa della Maternità in carenza assoluta di risorse umane ed in una collocazione logistica che non ha tenuto conto delle effettive esigenze funzionali, ma ha risposto, piuttosto, a necessità politiche, per dare un “contentino” al politico regionale di turno ed alla città di Alatri, a fronte della chiusura di ostetricia e ginecologia. Paradossalmente si possono creare disservizi anche alla Ginecologia di Frosinone. È evidente che vi deve essere un intervento diretto del sindaco di Alatri e del prefetto, e del presidente della Regione Lazio, non perché è la Fials a sollecitarlo, ma perché, oltre alla tutela del personale medico e non, il bene primario da tutelare è la salute delle pazienti e dei nascituri che va ben oltre l’interesse politico di “questo o quello”».

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