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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Milioni da recuperare? Si comincia da Equitalia

La piazza del Comune di Alatri

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Milioni da recuperare?
Si comincia da Equitalia

Alatri

Sette milioni e 800mila euro su oltre 10 milioni: una gran parte delle responsabilità sul disavanzo legato ai residui attivi e passivi è imputabile al mancato recupero di imposte comunali e a servizi non pagati. Ossia, Equitalia non ha riscosso quanto doveva per conto del Comune.

"E allora l'amministrazione comunale dovrebbe avviare un'azione giudiziaria contro Equitalia per capire le ragioni per le quali questi crediti non siano mai stati incamerati": è la strada suggerita dall'ex assessore al bilancio Remo Costantini per contenere l'ammontare complessivo della cifra da ripianare ed evitare di accendere nuovi mutui.
"Il primo passo da fare è richiedere tutta la documentazione ad Equitalia e vedere perché alcuni pagamenti non siano stati riscossi e se siano caduti in prescrizione per colpa della società: a quel punto si può intraprendere un'azione legale contro Equitalia per recuperare quelle somme. Non solo: a causa degli incassi mai visti, il Comune è stato costretto a delle anticipazioni di cassa, ovvero ci hanno prestato dei soldi con tanto di interesse. Equitalia dovrebbe rispondere anche di questi".
Insomma, anziché pagare noi come cittadini, inchiodare alle proprie mancanze chi ha sbagliato o non ha fatto il suo dovere. A luglio, gli amministratori ricordarono di aver agito nel tempo con numerose diffide nei confronti di Equitalia, ma per Costantini occorre una condotta più incisiva.
A sostenere l'ipotesi formulata dall'ex assessore c'è anche un precedente vicino sia nel tempo che nello spazio: a maggio, il Comune di Ciampino si è visto accogliere dalla Corte dei Conti la tesi che ha affermato la piena legittimazione ad agire direttamente da parte del Comune ed ha condannato Equitalia al pagamento, in favore dell'ente locale, di oltre 12 milioni di euro, oltre alla rivalutazione monetaria ed interessi legali, e sollecitando al contempo la Procura a valutare ulteriori motivi di sussistenza di danni da disservizio.
"Il lavoro dell'assessore al bilancio – precisa Costantini – non è limitarsi a presentare un documento contabile una volta l'anno, ma gestire il patrimonio economico della città con avvedutezza e mettere in atto quelle azioni per difenderlo e mantenerlo, come fa un padre con i conti della sua famiglia. Non si tratta di un'azione temeraria, ma di un'azione giuridicamente semplice".

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